burocrazìa

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Lessico

sf. [sec. XIX; dal francese bureaucratie, composto di bureau, ufficio e -cratie, -crazia]. Il complesso dei pubblici uffici e dei funzionari che vi sono addetti, considerati con particolare riferimento al potere da essi esercitato negli Stati moderni attraverso una rigida e spesso gretta applicazione di leggi e regolamenti; per estensione, pedanteria amministrativa, grettezza. Fig., eccessiva adesione a norme astratte e pedanti, rigido formalismo, ossequio totale nei confronti dei regolamenti e dell'autorità.

Economia aziendale

La burocrazia è quella struttura amministrativa basata sulla supremazia della legge che dà luogo a un corpo di norme sociali istituite formalmente e finalizzate all'organizzazione dei comportamenti volti al razionale raggiungimento di fini specifici. Essa si basa su alcune ipotesi fondamentali: 1) identificazione di chi emana le norme; 2) identificazione dei gruppi i cui valori vengono legittimati dalle norme e di quelli i cui valori vengono violati; 3) individuazione delle cause che conducono alle deviazioni dalle norme; 4) le conseguenze dell'osservanza e della devianza dalle norme sullo status dei partecipanti. Il diverso interagire delle ipotesi di base dà luogo a differenti tipologie di burocrazia: a) burocrazia impositiva, caratterizzata dalla chiara individuazione di uno specifico gruppo che emana le norme il cui rispetto è imposto agli altri gruppi che, conseguentemente, non ravvedono nella deviazione dalle norme un'inosservanza dei propri valori; il gruppo emittente, che si avvantaggia del rispetto delle norme, ravvede invece nella loro inosservanza un proposito volontario; b) burocrazia rappresentativa, nella quale l'emanazione delle norme viene svolta concordemente dai diversi gruppi che sono indotti a rispettarle in quanto vi riconoscono i propri valori; in questo caso, l'inosservanza delle norme viene ritenuta il frutto di una loro scarsa conoscenza, mentre l'osservanza di esse comporta una riaffermazione e un miglioramento dello status di tutti i gruppi; c) burocrazia apparente, quando la statuizione delle norme viene svolta all'esterno di tutti i gruppi, tanto che l'inosservanza di esse, provocando una violazione dei loro valori, viene vista come una necessità che ne accresce lo status. Nell'organizzazione aziendale le strutture burocratiche sono rinvenibili nella prima fase di evoluzione; successivamente, alle strutture di tipo “burocratico puro”, vengono sostituite le strutture di tipo “burocratico modificato”, caratterizzate da una ripartizione dei compiti effettuata più marcatamente sulla base della competenza funzionale che comporta un'alterazione dell'ordinamento gerarchico; infine, l'ulteriore evoluzione di tale modello organizzativo conduce a strutture di tipo “decentrato”, contraddistinte da una frammentazione dell'unitaria compagine organizzativa in distinte e parziali unità dotate di un ampio margine di autosufficienza e diversamente coordinate fra di loro.

Sociologia

In quanto sistema organizzato di apparati e strutture preposti all'assolvimento di funzioni determinate, regolate da norme e sottoposte al controllo di una dirigenza pubblica (statale) o privata – come nel caso della grande impresa monopolistica – la burocrazia rappresenta un oggetto di studio fondamentale per il diritto, la scienza politica e la sociologia. Prodotto peculiare dei moderni Stati nazionali – che hanno nel processo di burocratizzazione uno dei loro tratti costitutivi – la burocrazia è già analizzata da G. W. F. Hegel ai primi del sec. XIX. Egli descrive i funzionari come vero e proprio ceto sociale, separato tanto dalle corporazioni economiche operanti nella società civile quanto dal potere politico. La burocrazia è perciò per Hegel depositaria e garante dello Stato di diritto: dove la burocrazia è assente o debole, il regime politico è dispotico o comunque autoritario. Se nel giovane Marx già si affaccia una critica alla visione hegeliana della burocrazia – come corpo tendenzialmente separato dalla società e dai suoi bisogni – è Max Weber a darne la rappresentazione sociologica più coerente e caratteristica della società contemporanea. In quanto organismo ispirato a principi di razionalità e sottoposto/preposto al rispetto della legalità – che sola garantisce il rispetto dell'imparzialità nel governo degli interessi collettivi – la burocrazia è per Weber l'incarnazione dei due comandamenti sociali della modernità: la specializzazione dei compiti e la gerarchizzazione dei ruoli. Le trasformazioni della società contemporanea – nella direzione di un esteso e ramificato Stato sociale e di un intreccio consistente fra sistema politico ed economico – hanno peraltro trasformato fisionomia e modelli della burocrazia studiata dai sociologi classici, sollecitando un'analisi critica delle sue modificazioni e persino degenerazioni.

Bibliografia

F. Demarchi, Profilo sociologico della burocrazia, in “La scuola in azione”, n. 13, 1962; A. Breton, R. Wintrobe, La logica del comportamento burocratico, Bologna, 1988.

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