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demiurgo

sm. (pl. -gi o -ghi) [sec. XVIII; dal greco dēmiurgós, propr. lavoratore pubblico, poi artefice, creatore].

1) Nell'antica Grecia, chi esercitava un mestiere, soprattutto manuale.

2) In molti Stati del Peloponneso e spesso presso i Dori, i supremi magistrati.

3) “L'artefice e padre di tutte le cose”, che plasma la materia informe seguendo un ideale di perfezione, secondo la definizione datane da Platone nel Timeo. La sua essenza divina dà vita a tutti gli altri dei che presiedono alla natura. Da Platone, il concetto di demiurgo è passato al neoplatonismo e agli gnostici, i quali ultimi imputavano al demiurgo la causa del male.

4) Fig., persona dotata di capacità creative od organizzative.

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