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eròe

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Lessico

sm. [sec. XVI; dal greco hḗrōs, tramite il latino heros-ōis].

1) Personaggio in cui un gruppo umano o un'intera nazione proietta tutte le sue aspirazioni per vederle realizzate dalle sue straordinarie capacità. Nella classicità l'eroe è per lo più figlio di un mortale e di una divinità.

2) Chi dà prova di straordinario coraggio e valore o agisce con abnegazione per il raggiungimento di un ideale: morire da eroe; gli eroi della scienza; l'eroe dei due mondi, per antonomasia, Giuseppe Garibaldi.

3) Il personaggio principale, il protagonista di un'opera letteraria o drammatica, di un film e simili: gli umili eroi de I Promessi Sposi; per estensione: l'eroe del giorno, chi, per particolari motivi, è al centro dell'attenzione pubblica.

Mitologia e religione

La figura dell'eroe è comune a tutte le mitologie, ma trova la sua espressione più completa in quella greca: in età omerica l'eroe era un uomo che si elevava sugli altri per virtù guerriere e saggezza di consiglio, qualificando l'etica aristocratica di quel periodo. A questo stadio l'eroe era oggetto di ammirazione e di ossequio, esempio di nobili azioni. Sovente però diventava l'eponimo di una città, conglobando il più delle volte il titolo di fondatore e di primo reggitore; se la sua azione aveva una continuità nella storia del gruppo a cui apparteneva, la sua tomba diventava oggetto di culto. Questa assumeva a volte l'aspetto di un santuario, detto heròon per distinguerlo dai templi degli dei. Solo eccezionalmente si aveva però l'apoteosi o divinizzazione del personaggio (per esempio godette dell'apoteosi Eracle). Anche il sacrificio agli eroi si distingueva da quello divino: era detto enagismós e aveva i caratteri dell'offerta fatta ai morti. Uguali caratteri funerari avevano i culti particolari, accompagnati da lamentazioni e altri segni di lutto. All'eroe si chiedeva una protezione generica che talora si risolveva in responsi oracolari. Nella categoria degli eroi venivano talvolta inclusi personaggi storici le cui gesta sembravano ricalcare quelle degli eroi culturali e che, dopo la morte, con miracoli, guarigioni, ecc. rendevano manifesto di avere raggiunto la condizione eroica.

L'eroe culturale

L'eroe culturale (o civilizzatore) è un personaggio mitico cui viene attribuita l'introduzione della cultura, ossia delle leggi, usanze, riti, istituzioni sociali, mezzi di sostentamento, strumenti, arte e artigianato, ecc.: presso molte popolazioni si trova associato alla credenza nell'Essere supremo. Il racconto degli atti di fondazione dell'eroe culturale dà un valore metastorico alle cose fondate inserendole in quel particolare sistema di valori che definisce una determinata cultura; e sono i miti a conferire alle cose un'origine prodigiosa. Nel caso specifico “prodigioso” è l'eroe culturale, a volte inteso come essere extra-umano o figlio di esseri extra-umani, che vive una vicenda fuori del normale il cui sbocco è appunto l'atto di fondazione di una realtà culturale. Fra questi personaggi si distinguono: il “primo uomo”, che determina per sempre la condizione umana; il “dema” dei coltivatori primitivi, cui si attribuisce l'introduzione dell'agricoltura e che è frequentemente in relazione con la mitologia lunare: esso ha il potere soprannaturale di cambiare a volontà il suo aspetto antropomorfico e personale in quello di un animale e viceversa; il “creatore”, quando, oltre a creare il mondo e gli uomini, stabilisce per questi determinati sistemi di vita.

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