est modus in rebus

(latino, nelle cose è insita una loro misura), inizio di una frase di Orazio, che continua: “sunt certi denique fines, Quos ultra citraque nequit consistere rectum” (Satire, I, 106-7; “vi sono precisi limiti al di là o al di qua dei quali non può essere il giusto”); secondo Orazio, cioè, non vi è un retto giudizio sulle cose se esso non s'identifica con la loro vera entità.

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