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guància

sf. (pl.-ce) [sec. XIII; dal germanico wankja].

1) Regione della faccia posta tra l'orbita, il naso, le labbra e la mandibola la cui parte centrale forma la parete della bocca. L'impalcatura della guance, formata da muscoli (buccinatore, zigomatico, canino, risorio e pellicciaio) e ricca di tessuto adiposo, è rivestita esternamente da cute e internamente da mucosa, su cui sboccano numerose ghiandole, fra cui quelle parotidee. Nelle loc.: gonfiare le guance, inspirare molta aria e trattenerla nella cavità orale; ballare guancia a guancia, strettamente abbracciati; porgere l'altra guancia, essere pronto a subire nuove percosse o, fig., nuove umiliazioni. Poetico, viso, volto: “È bionda come Angelica, e come lei ha la guancia colorita e gli occhi neri” (Baldini).

2) Per analogia, parte carnosa del muso delle bestie macellate: guancia di maiale.

3) Per estensione, le due parti laterali e simmetriche di vari oggetti: le guance dell'aratro, le guance dell'argine; anche la parte del calcio del fucile a cui il tiratore appoggia la guancia per mirare. Nel linguaggio marinaro è detta anche ganascia. In particolare sono dette guance, o guancette, le placchette smontabili che costituiscono le pareti laterali dell'impugnatura dei revolver e delle pistole automatiche. Realizzate in madreperla, osso, avorio, plastica o legno, sono in genere zigrinate per facilitare la presa.