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habiru

termine accadico (egiziano e ugaritico ʽpr) che nel Vicino Oriente del II millennio a. C. (specialmente dei sec. XV-XIII) designava i “fuggiaschi”, gli “sbandati”, che, abbandonate per motivi politici o economici le loro città, si erano affidati alla protezione di uno Stato straniero oppure si erano dati al brigantaggio. La loro instabilità e pericolosità (specie se riuniti in grosse bande) fece sì che nel linguaggio politico dell'epoca il termine acquistasse il valore di nemico con sfumature peggiorative (mascalzone). Il termine habiru non aveva implicazioni etniche, come si ritenne erroneamente in passato; la equivoca connessione con gli Ebrei, etimologicamente possibile, va intesa nel senso che le tribù d'Israele erano considerate habiru dagli Stati cananei.

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