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indovino

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Lessico

sm. (f. -a) [sec. XIII; da indovinare].

1) Chi predice il futuro o rivela cose segrete con arti misteriose; con accezione specifica, operatore sacrale nel campo della divinazione; divinatore; nel linguaggio comune, mago. Per estensione, chi ha fatto previsioni che si sono avverate: sei stato un indovino! Anche agg., ant. e lett., presago, divinatore.

2) Nel teatro di varietà, colui che riproduce sulla scena fenomeni di conoscenza paranormale. Nel suo numero (lettura del pensiero, ritrovamento di oggetti nascosti, ecc.) l'indovino fa largo uso di trucchi, senza che si possa escludere in assoluto la presenza di reali facoltà di chiaroveggenza.

Religioni

Dalla funzione della divinazione in una determinata cultura dipendono la condizione e la configurazione istituzionale dell'indovino: presso le culture primitive, l'indovino è autonomo da ogni culto fino a essere “estraneo” all'organismo sociale, come se dovesse svolgere la sua funzione al di fuori della società che ricorre ai suoi servizi; ciò dà obiettività ai suoi responsi, non implicandoli nella crisi (ossia la carenza istituzionale del corpo sociale che cerca nella divinazione soluzioni alternative) dei consultori. L'indovino si configura come guaritore, fattucchiere, ecc., laddove i suoi responsi consistono essenzialmente nella prescrizione di medicine, di fatture, ecc. Una categoria particolare di indovino è quella degli operatori in stato di trance; in tal caso la figura dell'indovino si confonde con quella dello sciamano.

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