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levare

v. tr. (ind. pr. lèvo) [sec. XIII; latino levāre, sollevare, alleggerire, da levis, leggero].

1) Alzare, sollevare: levare le braccia, la testa; levare gli occhi. Con significato fig. ed estens.: levare un grido, una protesta, lamentarsi, protestare; levare la voce, alzarne il tono; levarequalcuno al cielo, magnificarlo, esaltarlo; levare il capo, insuperbire; levare il bollore, di liquido e sim., cominciare a bollire; levare la fiamma, ardere; levare l'ancora, salpare; levare i remi, toglierli dall'acqua e tenerli orizzontali; levare la selvaggina, farla alzare in volo per catturarla o colpirla; levare rumore, di persona o fatto che fa molto parlare di sé. Rifl., alzarsi: levarsi in piedi; levarsi da letto; per estensione, levarsi in armi, contro il nemico, insorgere; levarsi in tumulto, tumultuare; fig., innalzarsi, sollevarsi: levarsi col pensiero sopra le miserie della vita; erigersi: le montagne si levano altissime contro il cielo; sorgere, innalzarsi, sull'orizzonte: il sole si leva a oriente; di fenomeni naturali, cominciare a manifestarsi: si levò un forte vento.

2) Togliere, portare via, rimuovere: levare il coperchio; levare un ostacolo. Nelle frasi: levare la pelle a qualcuno, scorticarlo; fig., picchiarlo o rimproverarlo aspramente; levare l'assedio, toglierlo; levare le tende, il campo, togliere l'accampamento; fig., andarsene, prendere congedo; rinunciare a una impresa; levare un incarico a uno, dispensarlo da quell'incarico; levare il saluto a qualcuno, non salutarlo più; levare l'incomodo, il disturbo, andarsene, congedarsi; levare il credito a qualcuno, togliergli la fiducia; levare l'onore, disonorare; levare la voglia, un desiderio, soddisfarli; levare la fame, la sete, sfamare, dissetare; levare il fiato, togliere il respiro; fig., impressionare fortemente, oppure opprimere con le proprie insistenze; levare le mense, ant., sparecchiare. In particolare, cavare, estrarre: levare un dente; levare un chiodo dal muro. Con accezione specifica, nel gergo borsistico, dichiarazione fatta dal compratore alla scadenza di un contratto a premio, con la quale si manifesta l'intenzione di ritirare i titoli, pagando il prezzo pattuito e dando così esecuzione al contratto nel termine stabilito. Anche fig.: levarequalcuno dai guai; levare dal cuore, dimenticare; levarsi il pane di bocca per qualcuno, fare per lui grandi sacrifici; levare il pane di bocca a uno, privarlo del necessario; levare di bocca una parola a qualcuno, prevenirlo nel parlare; anche costringerlo a dire qualche cosa Per estensione, allontanare: levare da un ufficio, dalla scuola; levare di mezzo, togliere ciò che impiccia; anche liberarsi di una persona fastidiosa, importuna: levarequalcuno di torno o d'attorno, liberarsene; levarequalcuno da una preoccupazione, da un impiccio, liberarlo da essi. Rifl., allontanarsi, spostarsi: lèvati di lì!; levarsi di mezzo, daipiedi, andarsene per non essere di ostacolo.

3) Ant., arruolare: levare i soldati. Anche imbarcare: “quei che leva quando e cui li piace” (Dante).

4) Con valore di sm., il sorgere di un astro sopra l'orizzonte terrestre: partiremo al levar del sole. In particolare, nella scansione dei tempi forti e deboli in un brano musicale, il tempo debole. Anche il gesto di chi scandisce il tempo debole (per esempio un direttore d'orchestra) mediante un movimento ascendente della mano. Contrario di battere.

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