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marciume

sm. [sec. XVII; da marcio].

1) Materia, sostanza marcia: pulire la ferita dal marciume. Fig., corruzione morale; insieme di persone o cose corrotte: il marciume amministrativo; il marciume di certa stampa.

2) In botanica (anche cancrena, putrefazione), nome di varie malattie delle piante e delle alterazioni con cui esse si manifestano. Generalmente i marciumi sono provocati da parassiti batterici o fungini, che ledono le pareti cellulari e demoliscono le sostanze che cementano le cellule fra loro, provocando il rammollimento e la deliquescenza dei tessuti (marciume molle), ovvero l'essiccamento e il raggrinzimento dei medesimi (marciume secco); l'evoluzione del processo morboso verso una di tali forme dipende, oltre che dal tipo di agente patogeno, dal tipo di tessuto e dalle condizioni ambientali. Fra queste ultime, in particolare, gli eccessi di umidità, la sovrabbondanza di sostanze organiche nel terreno, la eccessiva compattezza di questo favoriscono la formazione di marciume nelle radici (marciumi radicali). I marciumi secchi in seguito ai quali i tessuti diventano friabili e polverulenti prendono il nome di carie. Per marciume grigio dell'uva, vedi muffa grigia; per marciume nobile dell'uva, vedi infavato; per marciume bianco (o rosso) del legno, vedi carie.

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