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moltiplicatóre

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Lessico

sm. e agg. (f. -trice) [sec. XIV; da moltiplicare].

1) Chi moltiplica; di agente o fattore che ha la funzione di moltiplicare. In particolare, in matematica, il secondo dei due fattori di una moltiplicazione. In analisi matematica, per i moltiplicatore di Lagrange, vedi massimo.

2) In economia politica, coefficiente numerico che indica in quale misura un incremento della spesa pubblica genera un incremento di reddito nazionale.

3) Dispositivo tecnico atto a realizzare moltiplicazioni o amplificazioni determinate di varie grandezze.

Economia politica: il moltiplicatore della spesa pubblica

La teoria del moltiplicatore, formulata da R. F. Kahn nel 1931 e poi sviluppata da J. M. Keynes, riposa sulla constatazione che, se in una fase di depressione lo Stato effettua investimenti in opere pubbliche, si avrà un aumento dell'occupazione e del reddito superiore di un certo multiplo (il moltiplicatore) a quelli della spesa pubblica effettuata e dell'occupazione da essa creata inizialmente. Questo perché il reddito percepito dall'occupazione primaria, creata dalla spesa pubblica, e in parte speso in beni di consumo, creerà a sua volta un'occupazione “secondaria” nelle imprese produttrici di tali beni (e altro reddito), ed essa, a sua volta, attraverso lo stesso meccanismo, creerà altra occupazione (e altro reddito) e così via. Il moltiplicatore della spesa pubblica, noto anche come moltiplicatore keynesiano, è, per definizione, il reciproco della propensione marginale al risparmio: infatti, quanto più alta sarà tale propensione da parte dei successivi percettori di reddito (cioè quanto più bassa sarà la spesa per il consumo) tanto minori saranno gli effetti dell'investimento iniziale sul reddito. Il moltiplicatore studiato da Keynes prescinde da considerazioni sulle modalità di finanziamento della spesa pubblica. Più tardi è stato dimostrato che, allorché si voglia mantenere in pareggio il bilancio dello Stato e si effettui una tassazione in somma fissa, il moltiplicatore della spesa pubblica assume valore unitario; si può altresì considerare l'interazione tra aumento di reddito e aumento dei tassi d'interesse che si realizza attraverso il mercato monetario. Studiando questo caso, un aumento della spesa pubblica, dato che induce un incremento dei tassi d'interesse, “spiazza” l'attività privata d'investimento e produce in tal modo un effetto negativo sul reddito. In questo caso il moltiplicatore della politica fiscale, che considera gli effetti di un aumento della spesa pubblica sul reddito nazionale, nel rispetto dell'equilibrio del mercato monetario, è positivo e inferiore al moltiplicatore keynesiano.

Economia politica: altri moltiplicatori

Altre forme di moltiplicatore sono quella delle esportazioni (moltiplicatore del commercio internazionale), della politica monetaria e quella della base monetaria. Il moltiplicatore delle esportazioni misura gli effetti che in un'economia aperta provoca sul reddito un saldo attivo della bilancia dei pagamenti; il moltiplicatore della politica monetaria misura gli effetti sul reddito di una espansione monetaria, nel rispetto dell'equilibrio dei mercati dei beni e della moneta; il moltiplicatore della base monetaria o della moneta, coefficiente che, dato un incremento unitario della quantità di base monetaria (circolante e riserve), realizza nell'economia un aumento più che proporzionale dell'offerta di moneta (circolante e depositi). Esso si verifica a motivo della copertura parziale dei depositi praticata dal sistema bancario e dall'emissione di mezzi monetari quali ad esempio gli assegni circolari e bancari. Tanto minore è il rapporto circolante detenuto dal pubblico/depositi e il rapporto riserve detenute dalle banche/depositi, tanto maggiore è l'effetto di una espansione della base monetaria sull'offerta di moneta

Tecnologia

Dispositivo che esegue moltiplicazioni di una variabile per una costante o di due variabili con precisioni che vanno dal 2% allo 0,1% secondo il tipo. Moltiplicatori che moltiplicano una variabile per una costante sono, per esempio, i pantografi e i moltiplicatori di velocità di rotazione. Questi ultimi sono dispositivi a ingranaggi, muniti di un asse conduttore e di un asse condotto, in cui l'asse condotto ha una velocità di rotazione pari al prodotto di quella dell'asse conduttore per una costante detta rapporto del moltiplicatore. Strutturalmente è simile a un riduttore con le prese di moto invertite. I moltiplicatori vengono usati quando necessitano regimi di rotazione molto elevati come nei compressori centrifughi o nelle macchine odontoiatriche dove il regime dell'utilizzatore supera quello del motore che lo aziona. Molte volte i moltiplicatori non costituiscono un'unità separata, ma sono contenuti nella macchina della quale fanno parte: per esempio i motori stellari aeronautici muniti di compressore centrifugo hanno il moltiplicatore alloggiato nel carter del motore. Vengono applicati moltiplicatori anche su autocarri pesanti, fuoristrada, ecc.; sono posti fra cambio di velocità e albero di trasmissione e permettono l'inserzione istantanea di due diversi rapporti di riduzione, realizzando in tal modo una duplicazione del numero di marce disponibili con la manovra del cambio.

Elettronica

Moltiplicatore elettronico, dispositivo, costituito da una cascata di dinodi che, per effetto di emissione secondaria, amplifica il flusso di elettroni incidenti all'ingresso (v. fotomoltiplicatore). Moltiplicatore di tensione "Lo schema del moltiplicatore di tensione è a pag. 94 del 15° volume." , circuito raddrizzatore usato per ottenere alte tensioni continue da una relativamente bassa tensione alternata. "Per lo schema del moltiplicatore di tensione vedi il lemma del 13° volume." È costituito da diodi disposti in modo che ciascuno sia alimentato dalla tensione inversa del precedente. Perciò, ciascuno stadio fa aumentare la tensione continua di 2Vp, dove Vp è la tensione di picco dell'alternata di ingresso. Oltre che da considerazioni inerenti l'isolamento, la massima tensione ottenibile dal moltiplicatore è limitata dalla costante di tempo di filtraggio CR/n (n essendo il numero di stadi) la quale deve essere abbastanza grande rispetto al periodo dell'alternata raddrizzata, e dal carico costituito dalle correnti inverse dei diodi. Moltiplicatore di frequenza, circuito elettronico che fornisce in uscita un segnale di frequenza multipla di quella di un segnale applicato al suo ingresso. Può essere costituito da un circuito non lineare al cui ingresso viene applicata una tensione di una data frequenza e da un amplificatore fortemente selettivo che amplifica una particolare armonica del segnale ricavato dal circuito non lineare.

Fotografia

Moltiplicatore di focale, dispositivo ottico che serve per aumentare o diminuire la lunghezza focale di un obiettivo. Può essere posto davanti all'obiettivo, oppure, nel caso di apparecchi con ottica intercambiabile, tra questo ed il corpo macchina. In quest'ultimo caso si tratta sempre di gruppi ottici divergenti, che aumentano la lunghezza focale dell'obiettivo base di due o, al massimo, tre volte. I moltiplicatori posti davanti all'obiettivo sono degli aggiuntivi di tipo afocale, per non modificare la distanza obiettivo-piano focale e possono sia allungare sia accorciare la lunghezza focale dell'obiettivo base.