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motociclismo

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Generalità

sm. [sec. XX; da motociclo]. Attività sportiva praticata con la motocicletta a scopo agonistico o turistico. Nel primo caso si affermano la abilità del pilota e l'efficienza dei mezzi meccanici in gare di velocità su pista e su percorsi misti; il motociclismo turistico è invece libero a tutti e la sua più completa espressione sportiva è quella dei raduni. § Alle varie competizioni agonistiche sono ammesse motociclette suddivise in classi che fanno riferimento alla cilindrata del motore (classiche sono quelle da un ottavo, un quarto e mezzo litro, ossia da 125, 250 e 500 cm3, e dei sidecars, motocarrozzette nelle quali il passeggero coadiuva il pilota nell'equilibrare il veicolo, specie nelle curve). Dalla stagione 2002 la classe 500 è stata però trasformata in MotoGP, in cui possono essere utilizzati nuovamente i motori a 4 tempi, dopo che per molti anni ci si era affidati solamente a quelli a 2 tempi. Ogni anno si svolgono i Campionati del mondo, per conduttori e per marche, nelle varie categorie riconosciute dalla Federazione Internazionale, articolati in diverse gare; nello stilare la classifica si tiene conto dei migliori piazzamenti (nei Gran Premi si assegnano 25 punti al primo, 20 al secondo, 16 al terzo, 13 al quarto, 11 al quinto, 10 al sesto e così via fino al quindicesimo, che ottiene 1 punto). Gare di velocità vengono organizzate, oltre che su pista e su strada libera, anche su terreno accidentato (motocross). Le manifestazioni sportivo-turistiche (raduni e convegni) consistono nel far convergere verso un unico punto, da località diverse e lontane fra loro, motociclisti o gruppi di motociclisti su itinerari prestabiliti.

Cenni storico-agonistici

"Per i vincitori dei campionati del mondo vedi tabelle al lemma del 13° volume e degli Aggiornamenti 1990 e 1995." Le origini del motociclismo come sport agonistico si confondono in pratica con quelle dell'automobilismo in quanto le prime gare erano aperte a tutti i veicoli a motore, allora a tre o a quattro ruote. Nel 1896 il giornale parigino Le Vélo organizzò la prima vera corsa, chiamata criterium, per veicoli a due ruote e a motore: fu però un insuccesso per l'assenza pressoché totale del pubblico. Dopo questa gara, per cercare di destare un po' di interesse, il 15 giugno venne disputato a Longchamps il primo campionato femminile di Francia in cui prevalse, su altre nove concorrenti, Léa Lémoine. Da allora il motociclismo ebbe più seguito e nel 1898 si svolse il primo “tentativo”, ovviamente riuscito, di primato sul chilometro lanciato (1´5‟ su una moto dei fratelli Werner, due emigrati dalla Russia che diedero il nome definitivo di motocicletta al mezzo meccanico). Solo nel 1904 in Francia l'officina Griffon e il meccanico Fournier misero a punto una motocicletta con caratteristiche veramente sportive e capace di superare i 100 km orari. Da quell'anno si moltiplicarono le corse e le manifestazioni e si giunse all'organizzazione e allo svolgimento (1907) del Tourist Trophy nell'isola di Man (unica contrada britannica che, per antico privilegio, può chiudere le strade destinate al traffico nel corso di una competizione sportiva): il trofeo fu vinto dall'inglese Coller alla media di 62 km orari. A partire da questa data furono costituiti sodalizi e federazioni in tutti i Paesi del mondo. In Italia, a Milano, nel 1911 venne fondato il Moto Club d'Italia (nel 1946 ha assunto la denominazione di Federazione Motociclistica Italiana), che organizzò l'“Audax”, prima grande prova italiana di motociclismo di un certo rilievo. Da tale data lo sviluppo del motociclismo in Italia fu rapidissimo con macchine e piloti che si imposero, assieme con quelli inglesi, nelle principali corse del mondo. In particolare, nel 1914, si pensò a un raid Nord-Sud, gara di velocità pura che doveva svolgersi su strade aperte di tutta la penisola Italiana: la prima guerra mondiale ne impedì la realizzazione. L'idea fu ripresa nel 1919 con la Milano-Napoli che nel 1937 divenne la Milano-Taranto. La corsa, sospesa durante la seconda guerra mondiale, venne ripresa nel 1950 e quindi definitivamente soppressa nel 1956. Nel 1949 fu istituito il campionato del mondo conduttori per le categorie 125, 250, 350, 500 cm3 (che fu esteso nel 1962 alle 50 cm3, classe sostituita nel 1984 dalla 80 cm3; la classe 350 cm3 ha corso fino al 1982 e la classe 80 cm3 è stata abolita al termine del campionato 1989; come detto, la classe 500 cm3 è stata sostituita nel 2002 dalla MotoGP) e per i sidecars, categoria nella quale primeggiano inglesi, tedeschi, olandesi e svizzeri. Negli anni Settanta si è avuto il passaggio dai motori a 4 tempi a quelli a 2 tempi. Il decennio è stato dominato dall'italiano G. Agostini, che ha conquistato ben 15 titoli mondiali nella varie categorie. Schiacciante è stato negli anni Ottanta il dominio delle moto giapponesi (in particolare Honda e Yamaha), contrastato efficacemente soltanto da costruttori italiani e spagnoli nella 125. "La tabella con i vincitori dei campionati del mondo di motociclismo è a pag. 222 del 15° volume" Mentre le mezzo-litro vedono primeggiare dalla fine degli anni Settanta piloti statunitensi, con l'eccezione degli italiani Lucchinelli (1981) e Uncini (1982), i piloti migliori delle altre classi sono di scuola diversa, in particolare italiana, spagnola, francese e tedesca. Negli anni Novanta diversi campioni italiani si sono affermati in campo internazionale, conquistando titoli mondiali nelle due classi di minore cilindrata: nella classe 125 hanno conquistato il titolo mondiale L. Capirossi, V. Rossi; nella classe 250 si sono imposti L. Cadalora, M. Biaggi e, nuovamente, L. Capirossi e V. Rossi, che ha dimostrato di essere un campione assoluto, affermandosi anche nella 500 (2001) e nella MotoGP (2002 e 2003) "Per approfondire vedi Libro dell'Anno '97 pp 264, 374, Libro dell'Anno '99 pp 399-400 e tabelle su Libro dell'Anno 2000 p 408" "Per approfondire vedi Libro dell'Anno '97 pp 264, 374, Libro dell'Anno '99 pp 399-400 e tabelle su Libro dell'Anno 2000 p 408" .

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