patròno

Indice

Lessico

sm. (f. -a; -éssa nel senso 2) [sec. XIV; dal latino patrōnus].

1) Nell'antica Roma, cittadino con diritto di patronato verso clienti o schiavi da lui manomessi. I clientes vivevano sotto l'egida di un patrono e ambivano come sommo onore di essere sepolti in prossimità della sua tomba.

2) In senso generico, chi esercita un patronato; quindi protettore, sostenitore. In particolare, promotore o ispiratore di un'iniziativa o manifestazione sociale, culturale, ecc.; dirigente o membro di un patronato assistenziale.

3) Santo che per antica tradizione o per libera scelta viene onorato quale protettore di una comunità cristiana: San Francesco patrono d'Italia.

4) Nel diritto canonico, chi detiene il diritto di patronato.

Cristianesimo

In ambito cristiano il bisogno di un santo patrono fu sentito come esigenza a sentirsi protetti proprio in quella zona spirituale esposta alle offese continue del mondo pagano: al patrono si affidavano i poveri per avere sollievo nelle loro ristrettezze; coloro che erano a contatto continuo con i pagani e sempre minacciati nella fede e nella vita morale dagli scandali a cui dovevano assistere; le vergini e le vedove per la salvaguardia della loro virtù, ecc. Grande assertore di questo nuovo “patronato” cristiano fu Sant'Ambrogio, che lo raccomandava a tutti i diversi ceti dei fedeli, scegliendo il patrono fra i santi che meglio potessero rispondere ai loro bisogni. L'uso divenne universale al punto che non c'è chiesa, borgo, città che non veneri un proprio patrono: Roma, per esempio, si gloria della protezione dei SS. Apostoli Pietro e Paolo. Già nel sec. VIII ogni ceto di fedeli e ogni momento importante della vita era sotto la protezione di un angelo o di un santo: San Michele guidava le anime al cielo e difendeva il popolo cristiano; San Proclo proteggeva le vedove e gli orfani; San Foca i pescatori; San Nicezio di Lione i prigionieri; Sant'Agnese aveva cura della verginità delle fanciulle. Difensori in vita, i patroni difendevano l'anima anche davanti al tribunale di Dio, perorandone la causa e nei pii desideri della più ingenua letteratura popolare tale patrocinio si spingeva anche al Giudizio Universale. I fedeli chiedevano come un sommo favore di essere seppelliti accanto al corpo di un martire, quasi che il suo sangue potesse penetrare fino a essi e purificarli. Prevalse l'uso di dare al neonato il nome di un santo e per rilevarne meglio l'importanza gli veniva imposto al momento stesso del battesimo, a significare che il patrono è vicino al suo protetto fin dal primo momento del suo ingresso nella vita cristiana e lo segue poi per tutta la durata del suo cammino terreno. Al patrono ambivano anche le collettività: le città sceglievano il proprio patrono radunando tutta la cittadinanza nella grande piazza e la scelta era fatta da tutti i diversi ceti: clero, popolo, autorità civili in unanime consenso. Di comune accordo si fissava la festa del patrono, che diventava di precetto. L'uso fu esteso a tutte le corporazioni di arti e mestieri e a tutte le associazioni religiose e civili. Continuando in una tradizione già accennata Sant'Isidoro Agricola divenne il patrono degli agricoltori, Sant'Andronico degli argentieri, Sant'Ivo degli avvocati, San Cristoforo degli autisti, Sant'Alessandro dei carcerieri, Sant'Uberto dei cacciatori, San Genesio e San Vito dei comici, Santa Zita delle domestiche, San Giovanni di Dio degli infermieri, Sant'Anna delle mamme, San Cassiano dei maestri, Santa Cecilia dei musicisti, San Nicola da Bari dei naviganti, Santa Francesca Romana delle vedove, San Luigi Gonzaga dei giovani studenti, ecc. Ancora vive e molto sentite sono, specialmente nei paesi, le feste del patrono: il santo viene portato solennemente in processione per le vie del paese e in molte località l'onore di portare la sua statua è acquistato con cospicue offerte. La chiesa splende dei suoi migliori ornamenti e il rito religioso ha tutta la coreografia di una gioiosa parata. Fuori della chiesa la gioia si libera in copiosi banchetti e in spettacoli popolari, fra cui sono ancora molto cari quelli dell'albero della cuccagna, delle luminarie e dei fuochi artificiali.

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