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plàntula

sf. [sec. XIX; dal latino scientifico plantula, dim. di planta, pianta]. A rigore il termine designa la piantina contenuta allo stato embrionale nel seme delle Spermatofite, ma in senso più lato si usa anche per indicare la giovane piantina nei primi stadi di sviluppo, quando la sua crescita si svolge ancora a spese delle riserve alimentari contenute nel seme. Nella plantula si distinguono essenzialmente tre regioni: una gemmula, che rappresenta l'apice meristematico dal quale si sviluppano tutte le parti della pianta situate al di sopra del primo nodo del fusto; un fusticino, parte assile compresa fra il colletto e il primo nodo; una radichetta, dalla quale avrà origine l'intero apparato radicale.