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positróne

sm. [da posit(ivo)+(elett)rone]. Elettrone positivo, detto anche positone, scoperto per la prima volta nella radiazione cosmica da C. D. Anderson nel 1932; è anche emesso nel corso di alcune disintegrazioni radioattive. Si indica con e+, o β+, ha massa identica a quella dell'elettrone, identica carica elettrica in valore assoluto, ma segno opposto. Un positrone si annichila nell'urto con un elettrone dando origine di norma a due fotoni γ di 0,51 MeV ciascuno.

Bibliografia

W. Heitler, Quantum Theory of Radiation, Oxford, 1954; L. Leprince-Ringuet, I raggi cosmici, Torino, 1954; J. M. Jauch, F. Rohrlich, The Theory of Photons and Electrons, Cambridge (Massachusetts), 1956; E. Persico, Gli atomi e la loro energia, Bologna, 1963; A. Bisi, Comportamento dei positroni nei solidi. Vite medie ed effetti dei campi elettrici e magnetici, Milano, 1964; C. e S. Bernardini, Fisica degli atomi e dei nuclei, Bologna, 1965; K. W. Ford, La fisica delle particelle, Milano, 1965; S. Tolansky, Introduzione alla fisica atomica, Torino, 1966; A. Borghesi, Nuova teoria della struttura nucleare, Pisa, 1990.

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