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proscrizióne

sf. [sec. XIV; da proscrivere].

1) Avviso che, a Roma, in età primitiva annunciava la vendita dei beni di un debitore. Significò poi la pubblicazione della lista delle persone messe fuori legge, con la confisca dei relativi beni. Si ricordano le proscrizioni dell'ultima età repubblicana, ai tempi di Silla, nell'82-81 a. C., e del triumvirato, nel 43-42 a. C.; ne fu vittima anche Cicerone, sacrificato da Ottaviano all'odio di Marco Antonio. Chiunque poteva uccidere i proscritti ricevendone anche compenso; i figli e i nipoti non potevano più ricoprire cariche pubbliche.

2) Per estensione, esilio, bando. Fig., divieto, abolizione: proscrizione di ogni libertà politica.