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quiescènza

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Lessico

sf. [sec. XIX; da quiescente].

1) Lett., stato di quiete, di riposo. Per lo più nell'uso amministrativo: trattamento di quiescenza, quello attribuito al dipendente di ruolo collocato a riposo. § Nella scienza giuridica, la nozione di quiescenza ha avuto applicazioni e riferimenti alquanto eterogenei. Sembra tuttora impossibile configurare una categoria di situazioni univocamente classificabili sul presupposto della presenza di un diritto di quiescenza. Questo tuttavia è ravvisato attualmente nei rapporti societari, nel diritto del lavoro, come messa a riposo del prestatore, nel diritto di proprietà, ecc.

2) In botanica, periodo della vita dei vegetali, determinato da sfavorevoli cause ambientali e climatiche o da fattori interni alle piante stesse, durante il quale l'intensità delle varie funzioni vitali si attenua sino alla quasi totale sospensione.

3) In zoologia, stato di vita latente in cui alcuni organismi (per esempio Rotiferi, Nematodi) superano periodi ambientali sfavorevoli. È caratterizzato da disidratazione, riduzione del metabolismo, riduzione delle dimensioni e generalmente dalla formazione di involucri resistenti intorno al corpo. Termina al ripristinarsi delle condizioni ambientali favorevoli.

4) Sospensione dell'attività vulcanica o dell'attività tettonico-orogenetica. Le fasi di sospensione dell'attività vulcanica sono quelle comprese tra due eruzioni successive e possono essere considerate tali anche se nel loro corso si esplicano manifestazioni vulcaniche secondarie. Le fasi di quiescenza, o stasi, orogenetica separano due successivi periodi di attività orogenetica, lunghi intervalli di tempo durante i quali si realizza un ciclo orogenetico.

Botanica

La quiescenza interessa tanto organi della vita vegetativa quanto organi specializzati per la riproduzione sia agamica sia sessuale; per esempio i Batteri possono attraversare periodi di quiescenza sotto forma di cellule vegetative che ispessiscono la parete esterna, a formare le cosiddette artrospore, oppure allo stato di vere e proprie spore, all'interno di cellule vegetative. Anche nei funghi sono noti fenomeni di quiescenza a carico del micelio (scerozi) oppure di cellule riproduttrici sia di origine agamica sia legate a veri e propri fenomeni sessuali. Passando alle piante superiori si può osservare una sospensione dello stato di attività a carico di tutto o parte del cormo, oppure allo stato di seme. Normalmente, nelle regioni del globo interessate dal fenomeno della stagionalità, il periodo di quiescenza corrisponde a quello della stagione avversa; l'inizio della quiescenza è caratterizzato da una notevole perdita di acqua da parte del vegetale, con conseguente riduzione del ricambio idrico. Nelle piante legnose perenni questa perdita riguarda l'apparato fogliare, nelle erbacee perenni o in qualche suffruticosa vengono perdute le foglie e tutti i germogli aerei, che verranno rimpiazzati alla ripresa della vegetazione da gemme a livello del suolo o da organi ipogei. Nelle piante annue, infine, non solo l'apparato epigeo ma tutto il cormo muore e la pianta si mantiene solo grazie alla formazione dei semi.

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