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rigètto

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Lessico

sm. [da rigettare].

1) Atto, effetto del rigettare, anche in senso fig.: il rigetto di un'istanza. Concretamente, ciò che viene rigettato; al pl., scarti, rifiuti. In particolare: A) risposta negativa di un organo amministrativo rispetto a un ricorso gerarchico. In passato il silenzio dopo sessanta giorni dalla notificazione dell'istanza, senza che fosse intervenuta alcuna decisione, significava che il ricorso si dovesse ritenere, a tutti gli effetti di legge, rigettato; tale norma, però, è stata abrogata. B) In medicina, complesso di fenomeni immunologici che si verificano in seguito a un trapianto di organi o tessuti e che rendono impossibile la riuscita del trapianto stesso.

2) In geologia, rigetto di una faglia, vedi faglia.

Medicina

Il rigetto è provocato da una complessa serie di reazioni infiammatorie che danneggiano l'organo trapiantato. Ciò avviene perché le cellule di quest'ultimo esprimono sulla loro superficie particolari proteine (antigeni) che l'organismo del ricevente riconosce come estranee. Protagonisti di questo processo sono i linfociti T dell'ospite, in grado di stimolare o di sopprimere la risposta di altri linfociti detti B. Questi ultimi in presenza di un antigene proliferano e poi maturano fino a diventare cellule che producono anticorpi capaci di distruggere cellule “indesiderate” o estranee, come appunto quelle dei tessuti trapiantati. In aggiunta a questa forma di rigetto ne esiste un'altra denominata “rigetto iperacuto” capace di distruggere l'organo trapiantato nel giro di poche ore. Essa è scatenata da anticorpi preformati, normalmente già presenti nel sangue circolante del ricevente, e diretti contro gli antigeni del complesso maggiore di istocompatibilità (HLA) del donatore localizzati sulle cellule endoteliali dei tessuti. Questa interazione determina l'attivazione di alcune cellule del sangue, dette “natural killer”, in genere silenti, che acquisiscono la capacità di distruggere rapidamente l'organo trapiantato. Esiste infine una forma cronica di rigetto, che si verifica in modo occasionale e tardivamente rispetto al trapianto e che progredisce spesso in modo insidioso nonostante l'assunzione della terapia immunosoppressiva. Essa è dovuta in gran parte a un danno mediato dagli anticorpi. Per evitare il rigetto viene effettuata la terapia immunosoppressiva (farmaci antirigetto).

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