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ritirata

sf. [sec. XVI; da ritirare].

1) Atto ed effetto del ritirarsi, detto per lo più di truppe che ripiegano su posizioni retrostanti: essere in ritirata; proteggere la ritirata; battere in ritirata, ritirarsi precipitosamente. La manovra in ritirata viene decisa a livello strategico ed è attuata in seguito ad andamento sfavorevole della battaglia difensiva. È intesa a riconquistare la libertà di azione perduta o compromessa, creando i presupposti per lo sviluppo della difesa su posizioni più arretrate. L'indietreggiamento tattico di un esercito o di parte di esso è fra le più difficili operazioni dell'arte militare poiché consiste nel sottrarsi all'offesa nemica impedendo ai reparti di perdere i loro vincoli organici e, possibilmente, senza abbandonare al nemico le artiglierie e altro materiale bellico. Per estensione, la via per cui è possibile ritirarsi: tagliare la ritirata al nemico. Fig., il desistere da un'impresa, da un tentativo, da una pretesa e simili: di fronte alle sue minacce ha fatto una prudente ritirata.

2) Il rientro dei militari in caserma o negli alloggiamenti dopo la libera uscita; per estensione, l'ora del rientro e il segnale che l'annuncia: la ritirata è alle 23; suonare la ritirata.

3) Anticamente, luogo, stanza appartata, dove ci si ritira. Oggi, latrina, gabinetto.

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