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rugby

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Cenni storici

s. inglese usato in italiano come sm. (dall'omonima città). Sport della palla, detto in italiano palla ovale, originato dalla bizzarria di un giovane inglese, William Webb Ellis, studente nel collegio di Rugby, il quale nel 1823, durante un incontro di calcio, si mise a correre verso la porta avversaria con il pallone fra le mani. Da allora sorsero le prime regole del nuovo gioco e nel 1858 venne fondata la prima società di rugby, la Blackbeat, a cui ben presto seguirono altre; nel 1871 venne fondata la Rugby Football Union che introdusse l'uso del pallone ovale. Definitivamente regolamentato, il nuovo gioco ebbe una rapida diffusione in Inghilterra e nei Dominions, in Francia, Portogallo, Belgio, Romania e Stati Uniti. Venne ammesso una prima volta ai Giochi Olimpici di Parigi del 1900 (vittoria della Francia), quindi definitivamente, solo per i dilettanti, alle Olimpiadi del 1908 di Londra. In Italia la prima partita venne giocata nel 1911 e da allora il gioco ebbe una notevole diffusione, specie nelle università. Nel 1928 venne fondata la Federazione Italiana Rugby (FIR), dipendente dal CONI, e l'anno seguente venne disputato il primo campionato italiano (vittoria della S. S. Ambrosiana di Milano). Pur non raggiungendo la notorietà di altri sport, nel 1998 il rugby italiano ha tuttavia centrato un traguardo storico: l'ammissione al più antico e prestigioso torneo del mondo, quello delle Cinque Nazioni, fino a quel momento limitato a Francia, Galles, Inghilterra, Irlanda e Scozia, e diventato così il torneo delle Sei Nazioni. Il rugby dilettantistico è controllato dalla Fédération International Rugby Amateur mentre il rugby professionistico è controllato dalla Rugby Football League. Dal rugby è anche derivato il football americano.

Il gioco

Il rugby si pratica su campi rettangolari (metri 66-68×95-100), piani e dal fondo erboso; al di là dei due lati minori del campo (linee di meta) si trova un'area di meta profonda 22 m, delimitata in fondo dalla linea di palla morta; al centro della linea di meta vi è la porta a forma di H costituita da due montanti collegati a 3 m dal suolo da una traversa lunga 5,64 m. Il pallone è ovale, pesa circa 400 grammi, ha l'asse maggiore di 29 cm e la circonferenza di 61-65 cm. Le squadre sono formate da 15 giocatori: un estremo, quattro tre quarti, due mediani e otto avanti; la partita dura 80 minuti ed è divisa in tempi di 40 minuti l'uno con un intervallo di cinque. Scopo del gioco è di portare o calciare il pallone oltre la linea di meta avversaria poggiandolo per terra, segnando così una meta. Nel corso dell'azione il pallone può essere passato a mano solo indietro ma può essere calciato in avanti, comunque deve essere raccolto da un compagno di squadra che al momento del calcio si trovava alle spalle di colui che lo ha calciato. Nel corso dell'azione, pertanto, nessun giocatore della squadra in attacco deve trovarsi davanti a quello che è in possesso della palla, pena il fuori gioco. Il giocatore in possesso del pallone può essere fermato con un placcaggio, che è una presa di braccia alle ginocchia o alla vita. Il punteggio è così regolato: ogni meta vale cinque punti; dopo ogni meta viene concessa la trasformazione, cioè la segnatura su calcio piazzato da una posizione antistante la porta, perpendicolare al punto dell'area di meta in cui è stato deposto il pallone, tale segnatura è però valida solo se il pallone passa attraverso i due pali al di sopra della traversa; la trasformazione riuscita vale due punti. Si può segnare anche su calcio di punizione, indirizzato sempre fra i pali della porta e concesso dall'arbitro per punire un fallo (generalmente un intervento troppo violento nei confronti dell'avversario), o con il drop, cioè con il calcio di rimbalzo, quando un giocatore lascia cadere il pallone in corsa e, sul rimbalzo, lo calcia verso la porta (entrambe le segnature valgono tre punti). Vince la squadra che al termine della partita ha realizzato il maggior numero di punti (è previsto anche il pareggio). Il gioco può essere fermato dall'arbitro, coadiuvato da due giudici di touche (segnalinee) per un fallo (placcaggio a un giocatore privo di pallone, sgambetti, pugni, prese per i capelli, ecc.), per risolvere fasi di gioco confuse in cui i giocatori si contendono la palla da fermi, per falli laterali o per fuori gioco. Se il fallo è grave il giocatore può essere espulso (definitvamente o temporaneamente, con una sospensione di dieci minuti); per i casi meno gravi è prevista una mischia. Questa consiste in un'azione compiuta ordinariamente da tutti gli avanti che, in due gruppi serrati, contrastanti di fronte, e disposti curvi, spalla contro spalla, si disputano soltanto con l'azione dei piedi il possesso del pallone lanciato tra le prime due file avversarie da un giocatore della squadra a favore della quale la mischia è stata decretata; il pallone deve essere fatto uscire dalla parte posteriore dello schieramento. Altra azione caratteristica è la rimessa in gioco conseguente al fallo laterale, che avviene quando il pallone è lanciato a lato; si forma un corridoio tra gli avanti delle due squadre, affiancati in fila indiana; un giocatore della squadra a favore della quale è stato fischiato il fallo getta la palla in alto facendola passare nel corridoio. Sia nella mischia sia nella rimessa, la squadra avversaria può impossessarsi del pallone.

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