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olimpìade

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Storia

sf. (spesso usato al pl.) [sec. XVI; dal greco olympiás-ádos, tramite il latino olympías-iădis]. Complesso di gare che si disputarono, ogni quattro anni, a partire probabilmente dal 776 a. C., a Olimpia. L'Olimpiade era una delle quattro feste panelleniche agonistiche, istituita secondo alcune tradizioni da Pelope dopo la sua vittoria su Enomao, secondo altre da Eracle in onore del padre. In origine vi partecipavano solo le genti dell'Elide e consisteva in gare podistiche e di lotta; fu poi estesa ad altre gare cui parteciparono Greci metropolitani e delle colonie. Le Olimpiadi si ripeterono per 294 volte sino all'anno 393 quando vennero soppresse dall'imperatore Teodosio I. Le gare si svolgevano in uno stadio lungo 192 m e comprendevano la corsa sulla distanza del doppio stadio, il dolico, il pentathlon, il salto, il lancio del disco e del giavellotto, oltre a corse a cavallo, gare di cocchi, lotta, pugilato, pancrazio. Le manifestazioni, che dopo il 472 a. C. duravano 5-7 giorni, erano accompagnate da riti religiosi, concorsi di poesia e di eloquenza destinati a esaltare i vincitori il cui unico premio era una corona di alloro. Di norma le Olimpiadi si svolgevano durante la tarda estate; in epoca romana vi partecipavano atleti di ogni Paese. Le Olimpiadi decaddero nei sec. II-I a. C. per poi riprendersi, con aspetto di rito pagano, fino all'abolizione; successivamente, non si fece alcun tentativo per riprendere l'antica tradizione.

Olimpiadi moderne

Verso la fine del sec. XIX, quando vi era già un forte sviluppo degli sport moderni, il francese P. de Coubertin si adoperò per rilanciare i principi agonistici delle antiche Olimpiadi; nel 1892 a Parigi fu costituito il primo Comitato Internazionale Olimpico (CIO), ma la ripresa delle Olimpiadi venne formalmente decisa due anni dopo dai rappresentanti di 15 Paesi riuniti a congresso. La prima edizione si poté svolgere ad Atene nel 1896: vi parteciparono 285 atleti di 14 nazioni che gareggiarono in 45 specialità di 10 sport diversi dal 24 marzo al 2 aprile. A differenza delle antiche Olimpiadi, quelle moderne si svolgono ogni volta in una città diversa e sin dal 1900 (edizione di Parigi) vengono ammesse anche le donne. Dopo le prime edizioni, che videro inserite manifestazioni che poco o nulla avevano a che fare con lo sport, si giunse alle Olimpiadi di Stoccolma (1912) dove si trovò finalmente la formula più appropriata, in vigore ancora oggi. Sono ammessi a partecipare ai Giochi atleti di tutti i Paesi: ciascuno deve però appartenere a organizzazioni sportive che aderiscono al CIO, la cui sede è a Losanna. I concorrenti per ogni nazione sono al massimo tre per ciascuna gara individuale. Ai vincitori viene consegnata solo una medaglia d'oro (d'argento al secondo e di bronzo al terzo). Il programma delle Olimpiadi ha sempre previsto la presenza di alcuni sport (atletica leggera, atletica pesante, ginnastica, pugilato, scherma, tiro, canottaggio, nuoto, tuffi, sport equestri, ciclismo, pentathlon moderno, vela), mentre altri (calcio, pallanuoto, hockey su prato, pallacanestro, pallamano, canoa e polo, ecc.) sono stati via via aggiunti all'elenco delle gare. Nel 1924 vennero organizzate anche le prime Olimpiadi invernali che comprendono gare di sci alpino e nordico, bob, pattinaggio, hockey su ghiaccio e slittino (in passato anche skeleton). Le Olimpiadi del 1992 sono state le ultime disputate con discipline estive e invernali nello stesso anno, naturalmente in sedi e periodi diversi. Per le successive Olimpiadi si è deciso di far slittare tra loro di due anni le due edizioni e di anticipare perciò di due anni la XVII edizione delle Olimpiadi invernali, prevista per il 1996, che si è tenuta invece nel 1994 a Lillehammer, in Norvegia. Il CIO, che organizza le manifestazioni e designa anche la sede, ha una bandiera con 5 anelli intrecciati fra loro e i cui colori, blu, nero, rosso, verde e giallo indicano rispettivamente i 5 continenti (Europa, Africa, Americhe, Oceania e Asia); l'intreccio è il simbolo dell'unione pacifica dei vari continenti. Citius, altius, fortius è il motto degli atleti che debbono prestare il giuramento olimpico durante la cerimonia d'apertura. Per la prima volta, ad Atlanta, nel 1996, gli atleti partecipanti ai Giochi olimpici estivi hanno superato il numero di 10.000 (10.361), con un incremento di quasi 1000 partecipanti rispetto a quattro anni prima (a Barcellona gli atleti erano stati 9367). Va precisato che si è verificato un forte aumento dei Paesi partecipanti, passati dai 169 di Barcellona ai 197 di Atlanta e ai 199 di Sydney; è aumentato anche il numero degli sport (da 27 a 36), come pure quello dei titoli in palio (da 257 a 300). Ad Atene 2004 le nazioni in gara erano 202 con 11.100 atleti. Facendo un raffronto con le Olimpiadi di Monaco del 1972, le ultime prima della serie di edizioni più o meno disertate da numerose nazioni per boicottaggio politico (Montréal, 1976, Mosca, 1980, e Los Angeles, 1984), si può meglio cogliere il considerevole aumento degli atleti: allora furono 7123, provenienti da 121 Paesi, gli sport ammessi erano 23, con 195 titoli in palio. Quelle di Atlanta sono state le Olimpiadi del Centenario, un secolo dopo quelle disputate ad Atene nel 1896, che videro impegnati dal 6 al 15 aprile, in nove discipline sportive, 245 concorrenti di 13 nazioni; i titoli assegnati furono 45. Grazie alla televisione, ormai dappertutto è in pratica possibile ricevere le immagini del maggiore appuntamento sportivo mondiale, che si è trasformato in un enorme affare economico. Nello sport, infatti, si tende a far prevalere la componente dello spettacolo e quello che soprattutto interessa ai massimi responsabili delle varie discipline è non perdere il consenso della platea di spettatori, sempre più vasta e poco propensa a entusiasmarsi per discipline sportive dai regolamenti troppo complessi e macchinosi o che richiedano una profonda competenza per apprezzare l'azione degli atleti. Non si è esitato, pertanto, a intaccare un concetto in passato fondamentale: l'immutabilità del regolamento, principio tanto più valido quanto più antica era la disciplina sportiva che l'applicava. Per ragioni telegeniche, quindi, si cambiano le regole, oppure si eliminano alcune discipline a favore di altre più accessibili al grande pubblico. A distanza di 46 anni da Roma 1960 e di 50 anni da Cortina 1956, l'Italia è tornata a ospitare un'edizione delle Olimpiadi: dal 10 al 26 febbraio 2006 si è infatti svolta a Torino la XX edizione dei Giochi olimpici invernali in cui l'Italia ha chiuso con cinque medaglie d'oro e sei di bronzo, in nona posizione. Nel 2008 Pechino ha ospitato la XXIX edizione dei Giochi olimpici, terza volta in Asia dopo Tokyo (1964) e Seul (1988); alla manifestazione, la più costosa della storia delle olimpiadi, hanno partecipato 204 nazioni.

Bibliografia

L. e G. Poole, The History of the Ancient Olympic Games, Londra, 1965; H. Schoebel, Olympie et ses Jeux, Lipsia, 1966; U. Prokop, Olimpiadi dello spreco e dell'inganno, Firenze, 1972.