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solàio

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Lessico

sm. [sec. XIV; latino solaríum, propr., luogo esposto al sole].

1) Elemento strutturale piano, di copertura di un ambiente, con funzione di collegamento tra le strutture verticali alle quali trasmette i carichi attraverso sforzi di taglio e momenti flettenti.

2) Vano compreso tra la copertura dell'ultimo piano di un edificio e il tetto, adibito di solito a ripostiglio.

Scienza delle costruzioni

Lo schema resistente del solaio ha determinato gli elementi che lo costituiscono e che non sono sostanzialmente mutati dai primi esempi costruiti (serie di travi resistenti in collaborazione con elementi di riempimento). I solai si possono classificare in base ai loro materiali costituenti in: solai in legno, oggi usati solo in casi particolari, in quanto di costo elevato, molto sonori e facilmente combustibili, costituiti da travi principali disposte nel senso della dimensione minore da coprire, sulle quali vengono appoggiati uno o più ordini di travi secondarie e quindi il tavolato che funge da supporto al pavimento; solai in ferro, di vasto impiego, nonostante i problemi che comportano, quali sonorità, elasticità, resistenza ridotta a temperature elevate, le cui doti di leggerezza e rapidità di montaggio possono costituire un vantaggio determinante sia nelle strutture interamente a ossatura metallica, sia nelle miste. Gli elementi principali portanti sono costituiti da travi profilate (in genere a I) associate a lamiere sagomate o anche a laterizi (tavelloni, voltine di mattoni) o a getti di calcestruzzo; solai in cemento armato, che presentano spessore minore dei precedenti e maggiore resistenza a elevate temperature. L'impiego del solo cemento armato, sia per la parte resistente sia per quella di riempimento, è in genere limitato alle costruzioni industriali o comunque dove sia prevedibile un forte sovraccarico; in tal caso si possono avere una soletta piena portante di ca. 10 cm di spessore, ad armatura semplice o incrociata, una soletta nervata (a nervature semplici o incrociate), una piastra vera e propria quando l'ambiente da coprire abbia pianta quadrata. Un tipo particolare è il solaio a fungo, nel quale una lastra continua in cemento armato poggia direttamente sui pilastri tramite una loro svasatura superiore (capitello) la quale, aumentando la sezione resistente al taglio, evita il punzonamento della lastra stessa. Normalmente il cemento armato viene impiegato nei solai di tipo misto nei quali svolge la sola funzione resistente, mentre quella di riempimento viene assolta da altri materiali, riducendosi così il peso e aumentando la coibenza del solaio: il tipo più comune è quello misto in cemento armato e laterizio, nel quale il calcestruzzo è disposto nella zona compressa (soletta superiore) e l'armatura in quella tesa a formare travetti o nervature, mentre il resto viene riempito con forato. Sempre di questo tipo sono i vari solai alleggeriti con riempimento di materiali leggeri e coibenti; misto si può considerare anche il solaio in vetrocemento nel quale vengono inseriti elementi diffusori nel reticolo delle nervature, nonché quelli realizzati con travetti prefabbricati in cemento armato, in precompresso, in laterizio armato (SAP).

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