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stroboscopìa

sf. [sec. XIX; da stroboscopio]. Tecnica di osservazione di un oggetto in moto periodico, per esempio oscillante, in una determinata fase del moto, oppure in moto molto rallentato, in un rapporto di frequenza prestabilito rispetto alla frequenza reale. Le tecniche usate sono due: la prima consiste nell'usare una sorgente luminosa continua intercettando periodicamente, con frequenza opportuna, il fascio luminoso uscente dall'oggetto; la seconda consiste nell'usare una sorgente luminosa di luce intermittente (v. stroboscopio). Con entrambe le tecniche, l'osservazione dell'oggetto in moto rallentato sfrutta la permanenza delle immagini sulla retina dell'occhio, che, in condizioni di luminosità ordinaria, ha una durata di ca. 60 ms. In medicina, la stroboscopia è utilizzata per l'esame diagnostico di organi in movimento, in particolare per lo studio delle corde vocali.

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