Brescèllo

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comune in provincia di Reggio nell'Emilia (27 km), 24 m s.m., 24,50 km², 4817 ab. (brescellesi), patrono: san Genesio (25 agosto).

Centro nella pianura presso la confluenza del torrente Enza con il Po. Sede di terramaricoli e poi colonia romana, nell'alto Medioevo fu elevato alla dignità di diocesi. Alla fine del sec. VI fu devastato dal longobardo Autari e poco dopo distrutto da Agilulfo; nel 606 lo sommerse completamente un'alluvione del Po. Risorto verso il Mille, fu possesso dei monaci di San Paolo di Mezzano Piacentino, poi dei Canossa e di Parma (sec. XII). Il periodo delle signorie vide avvicendarsi al suo governo i Visconti, la Repubblica di Venezia, gli Sforza e infine gli Estensi, cui risalgono le imponenti opere di fortificazione, abbattute nel 1704.§ Sulla piazza principale si trovano la statua di Ercole (eseguita da Iacopo Sansovino nel 1553 per il duca Ercole II d'Este) e la chiesa di Santa Maria Maggiore (1830-1837), progettata da Luigi Groppi.§ L'industria opera nei settori metallurgico, meccanico, impiantistico, degli elettrodomestici e delle macchine utensili; l'agricoltura produce mais, pomodori, uva e foraggi per gli allevamenti bovini e suini, da latte e carne. Specialità gastronomica, che risale al Quattrocento, è la “spongata”, dolce di miele e frutta secca prodotto artigianalmente. § Vi nacque il letterato Antonio Panizzi (1797-1879). Tra gli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento vi furono girati i film della serie Don Camillo e Peppone, tratti dai racconti di Giovanni Guareschi; ai due stravaganti personaggi e a quell'epopea è oggi dedicato un museo, situato nell'ex convento benedettino.

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