Olocèfali

sm. pl. [sec. XIX; da olo-+-cefalo]. Sottoclasse (Holocephali) di Condritti che presentano caratteri primitivi, comprendente l'unico ordine attuale dei Chimeriformi. Hanno il corpo in genere fusiforme, più grosso anteriormente e terminante a volte in un sottile filamento. Lo scheletro di questi pesci è cartilagineo; le vertebre sono ridotte e le costole mancano. I cinti scapolare e pelvico sono composti da due parti distinte che non si appoggiano allo scheletro assile. I denti sono riuniti in placche dentarie prive di smalto e atte a triturare. Lo stomaco non è ben differenziato e il tubo digerente, quasi diritto, sbocca all'esterno con un'apertura distinta da quella dell'apparato urogenitale. L'apparato respiratorio è ridotto: le fessure branchiali sono 4 ricoperte da un falso opercolo formato da una piega cutanea sostenuta. Depongono poche uova molto grandi. Gli Olocefali vivono a profondità variabili da 100 a 1500 m, anche se alcuni sono stati pescati a profondità maggiori. Sono forniti di un apparato velenifero situato nella coda, ma la cui tossicità non è molto elevata. Il dimorfismo sessuale è accentuato: i maschi sono più piccoli delle femmine e tra l'altro sono forniti di un organo frontale che permette di trattenere la femmina durante l'accoppiamento.

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