Saqqâra

cittadina (12.700 ab.) dell'Egitto, 20 km a S del Cairo, alla sinistra del Nilo, situata nei pressi dell'antica Menfi, sede di un'importante necropoli. § Nel settore settentrionale si trovano tombe a mastaba di sovrani, regine e funzionari della I dinastia, mentre all'inizio della III appartiene il complesso funerario di Gioser, costituito da un recinto entro cui si innalzano una piramide a gradoni e vari edifici cultuali. Nel settore meridionale sorge la tomba di Shepseskaf (IV dinastia), la cosiddetta Mastaba el-Faraʽūn, a forma di enorme sarcofago. Nella piramide di Unis (V dinastia), di modeste dimensioni, per la prima volta compaiono sulle pareti interne i cosiddetti Testi delle Piramidi, antichi formulari funerari regali che si ritrovano anche nelle piramidi della VI dinastia. Attorno alle piramidi regali fiorì tutta una ricca necropoli di funzionari delle dinastie V e VI, le cui mastabe sono caratterizzate da un fiorire sulle pareti interne di rilievi e pitture illustranti vivacemente scene della vita agricola e domestica. A Saqqâra sono state anche ritrovate tombe del Nuovo Regno e dell'età saitica. Sensazionale fu nel 1850-51 la scoperta da parte di Mariette del Serapeo, insieme di edifici e di corridoi ipogei destinati alla sepoltura dei buoi sacri Api; la necropoli degli Api è divisa in tre gruppi, di cui l'ultimo accoglie entro enormi sarcofagi di granito le mummie degli Api morti nel periodo che va da Psammetico I all'età tolemaica. Il Serapeo è preceduto da un viale di sfingi di età tolemaica terminante in un emiciclo con statue di filosofi.

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