Sgruttèndio, Filippo

poeta dialettale napoletano (sec. XVII). Mancano notizie precise sulla sua vita. Gli sono state attribuite varie identità: F. Balzano, F. A. Giusto e (ma è ipotesi meno attendibile) G. C. Cortese. Sotto il suo nome fu pubblicata nel 1646 una raccolta, De la tiorba a taccone, intitolata a uno strumento musicale popolaresco, divisa in dieci “corde” (la “torba” era appunto un liuto a 10 corde, fatta vibrare con il “taccone”, un plettro di cuoio). Di intonazione grottesca e antimarinistica, il canzoniere è dedicato alla rozza popolana Cecca, controfigura della Laura petrarchesca, e ha momenti di efficace realismo.

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