Vinòvo

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comune in provincia di Torino (15 km), 232 m s.m., 17,66 km², 13.452 ab. (vinovesi), patrono: san Bartolomeo (24 agosto).

Cittadina della pianura a S di Torino, alla sinistra del Po, situata presso il basso corso del torrente Chisola. Vicus Novus appartenne, fra gli altri, ai Savoia, che nel 1680 lo concessero in feudo a Carlo Francesco delle Lanze. Nel sec. XV ebbe per un periodo statuti propri, articolati in 284 capitoli. Nel 1753 passò all'ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro.Nel castello (costruito nel sec. XVI, e in seguito restaurato), dalla facciata ottocentesca, venne fondata nel 1776 dal torinese Brodel e dall'olandese Hannong un'importante fabbrica di porcellane, che fu attiva nei sec. XVIII e XIX. § La parrocchiale di San Bartolomeo (1750) conserva un campanile del sec. XV; il santuario di San Desiderio (sec. XVIII) ha la facciata rifatta nell'Ottocento. § Già noto per la sua fabbrica di ceramiche, Vinovo è un fiorente centro industriale e commerciale. L'industria opera nei settori meccanico e metalmeccanico, chimico, elettronico, tessile (materassi), della produzione di manufatti in cemento e affini, della plastica e del legno. Diffuso è pure l'allevamento bovino.

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