cammèllo

Indice

Lessico

(anticamente camèllo), sm. (f. -a) [sec. XIII; latino camēlus].

1) Nome comune dell'artiodattilo tilopodeCamelus bactrianus, della famiglia dei Camelidi.

2) La lana, di color marrone chiaro, ricavata dal pelo di cammello; per estensione, tessuto fabbricato con detta lana. La lana di cammello ha colore cuoio pallido, tenacità di 1,8 g/den, allungamento del 40% e una ripresa all'umidità del 14-17%; la Cina ne è il maggior Paese produttore. Il pelo più fine trova impiego, nel suo colore naturale, in tessuto finissimo per soprabiti; quello più ordinario viene usato per la produzione di coperte e vestiario nei Paesi artici e desertici, dove vengono sfruttate le sue proprietà termoisolanti, o per tessuti industriali (cinghie, filtri, intrafodere).

3) Come sm. e agg., varietà di colore nocciola scuro d'intonazione calda, tipico del manto del cammello: si presentò con un elegante cappotto cammello.

4) Complesso galleggiante costituito da una coppia di cassoni in legno, collegati da numerosi cavi disposti trasversalmente, impiegato nel sec. XVIII per fare superare alle navi zone di basso fondale o per scopi analoghi. Dopo avere opportunamente zavorrato i cassoni, immettendovi acqua, la nave veniva sistemata in modo da trovarsi fra questi, con la chiglia sopra i cavi trasversali. A questo punto, pompando verso l'esterno l'acqua contenuta nei cassoni, si otteneva una riduzione dell'immersione della nave stessa.

Zoologia

Lungo ca. 3 m, alto alla spalla 2 m e del peso di 450-700 kg, il cammello si distingue dall'affine dromedario (Camelus dromedarius) per avere due gobbe, masse adipose dorsali, arti in proporzione un po' più corti e un rivestimento peloso molto più abbondante, carattere di adattamento protettivo contro i freddi dei deserti asiatici. La tinta del manto è di solito castana più o meno scura, assai variabile nelle razze domestiche. Originario del Turkestan cinese e della Mongolia, il cammello è presente allo stato selvatico (Camelus bactrianus ferus) soltanto in una ristretta zona del deserto di Gobi, dove ne sopravvivono forse meno di 500 capi. I cammelli vivono sia in pianura sia in montagna, tra 1500 e 2000 m, frequentando d'estate le vallate aride e le pendici delle colline, dove trovano vegetazione, mentre d'inverno si fermano presso i letti prosciugati di fiumi e oasi. Vivono in piccoli gruppi (6-20, sino a 30 capi), sotto la guida di un maschio adulto. Il cammello non risente delle forti escursioni termiche proprie del suo habitat, dove la temperatura estiva può toccare i 50 ºC e quella invernale scendere a -27 ºC; è però molto sensibile all'umidità. Addomesticato in epoca imprecisata nell'Asia centrale, fu poi diffuso verso oriente sino alla Cina settentrionale e a occidente sino all'Asia Minore e alla Russia meridionale. È largamente impiegato in Asia come animale da carico e da sella e in certe zone anche da traino; se ne sfrutta la carne, il latte e la lana, che si stacca spontaneamente dalla bestia una volta all'anno.

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