fòca

Indice

Lessico

sf. [sec. XIV; dal greco phókē, tramite il latino phoca].

1) Nome comune delle diverse specie di Pinnipedi della famiglia dei Focidi, con esclusione degli appartenenti al genere Mirounga (noti invece come elefanti di mare).

2) La pelliccia dell'animale e la pelle che se ne ricava.

Zoologia

Le foche sono caratterizzate da arti posteriori lunghi e robusti, trasformati in pinne e incapaci di volgersi in avanti e, pertanto, incapaci di partecipare attivamente alla progressione sul terreno, come avviene invece nelle otarie. Le foche hanno corpo grosso modo cilindrico, leggermente appuntito alle estremità e fornito di uno spesso pannicolo adiposo, testa lunga e un po' appiattita, lunghi baffi e dentatura composta di 30-34 denti. Il manto degli adulti è privo della lanetta, propria solo dei giovanissimi, che rende pregiata la pelliccia delle foche in tenera età; è questo il motivo per cui esse vengono sottoposte a barbari massacri. Oltre che per la pelliccia, le foche sono cacciate per l'olio che si estrae dal grasso sottocutaneo. La foca comune (Phoca vitulina), detta anche cane marino, è propria delle acque costiere degli oceani dell'emisfero settentrionale: di colore variabile, ha manto grigio-biancastro o grigio-giallastro, maculato, ma senza strisce; è lunga da 1,50 a 1,95 m e pesa sino a 130 kg (maschi e femmine presentano le stesse dimensioni); vive in branchi e compie migrazioni, risalendo anche grandi fiumi; può rimanere sommersa sino a 15 minuti. La foca dagli anelli (Pusa hispida) è più scura e si distingue per macchie e strisce a forma di anello; lunga sino a 1,85 m (talora assai meno) pesa al massimo 110 kg; ha distribuzione artica, ma si trova anche nel Baltico e in qualche lago interno. Vive isolata o in piccoli gruppi e può restare immersa anche 20 minuti. Affini sono Pusa sibirica e Pusa caspica, esclusive rispettivamente del lago Bajkal e del Mar Caspio. La foca fasciata (Histriophoca fasciata) vive nei mari di Bering, di Ohotsk e in quelli del Giappone; è caratterizzata da due larghe bande giallastre sui fianchi. La foca della Groenlandia (Pagophilus groenlandicus) può arrivare a 2,20 m di lunghezza e pesare 180 kg; ha livrea grigio-brunastra, più o meno giallastra, con diverse macchie sul collo e sui fianchi; frequenta in gruppi molto numerosi i ghiacci artici a N dell'Europa e presso la Groenlandia; è la foca che nuota meglio e può stare immersa anche mezz'ora. La foca cancrivora (Lobodon carcinophagus) deve il suo nome al fatto che si nutre prevalentemente di crostacei; ha diffusione australe e si caratterizza, tra l'altro, per l'eccezionale conformazione dei denti, avendo i mascellari corone a 3 punte ricurve nel bordo posteriore. Diffuse nei mari australi sono: la foca di Ross (Ommatophoca rossi), capace di immergersi a notevoli profondità; la foca leopardo (Hydrurga leptonyx), che ha livrea tipicamente maculata ed è un'accanita predatrice di giovani foche e di pinguini; la foca di Weddell (Leptonychotes weddellii), lunga oltre 2 m e con pelliccia color cenere con sfumature giallicce. Molto importante è la foca monaca (Monachus monachus), l'unico pinnipede del Mediterraneo, diffusa, con non più di 500 capi, dal Mar Nero alle coste atlantiche del Marocco; in Italia si osserva assai sporadicamente in alcuni tratti delle coste sarde e della Sicilia occidentale e forse in qualche isola, ma fino agli anni Sessanta questa specie si riproduceva con regolarità lungo la costa orientale della Sardegna. La sua presenza regolare è testimoniata dal nome di molti luoghi del meridione d'Italia, come la grotta del Bue marino in Sardegna o la cala del Bue marino a Pantelleria. La sua rarefazione è da imputare soprattutto al disturbo dei siti riproduttivi dovuto allo sfruttamento turistico delle coste: questa specie si riproduce infatti in zone costiere tranquille e riparate, come le spiagge protette da scogliere; molti studiosi ritengono che la foca monaca abbia iniziato a rifugiarsi nelle grotte proprio per sfuggire alla folla dei turisti. Ovunque è stata anche perseguitata dai pescatori. Lunga circa 3 m, la foca monaca ha pelo nerastro sul dorso e bianco-giallognolo sul ventre; i maschi sono assai più grandi delle femmine. La foca dal cappuccio (Cystophora cristata) è lunga sino a 3,50 m e pesa oltre 400 kg; ha manto grigio-giallastro con maculazione bruna ed è caratterizzata dall'insolito naso che nei maschi può essere gonfiato come una grossa vescica sormontante la fronte; vive nell'Atlantico boreale e nel Mar Glaciale Artico. Infine vanno ricordate la foca grigia (Halichoerus gripus) e la foca barbata (Erignathus barbatus). § Dal grasso sottocutaneo delle foche si ricava un olio (olio di foca) contenente notevoli quantitativi di acido palmitico, usato per impermeabilizzare le pelli e in profumeria.

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