isoritmìa

sf. [da iso-+ritmo]. Denominazione data dagli studiosi moderni a una tecnica compositiva usata nei sec. XIV-XV e consistente nell'adozione di un modulo ritmico costante (detto talea) da ripetersi per tutta la durata di una composizione polifonica (solitamente il mottetto). Inizialmente questa tecnica fu adottata per il tenor, ma in seguito fu progressivamente estesa alle altre voci. Al modulo ritmico veniva adattata rigorosamente la componente melodica (detta allora color). L'isoritmia fu un procedimento prediletto, in particolare, da G. de Machaut. In senso lato il termine è usato per indicare la corrispondenza ritmica tra le diverse parti di una composizione.

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