màrgine

Indice

Lessico

sm. [sec. XIV; latino margo -ínis].

1) La parte che delimita una superficie tutt'intorno o su due lati: i margini della strada, di un campo, di una foglia; in particolare, spazio lasciato in bianco tutt'intorno alla parte manoscritta, stampata o dattiloscritta di una pagina; assolutamente, il margine laterale esterno: scrivere una nota sul margine. Con accezioni specifiche: A) bianco tipografico che si inserisce nella forma di stampa per dividere e posizionare le pagine di composizione; si distinguono il margine di dorso o di costola o di cintura; il margine laterale o esterno o di taglio; il margine superiore o di testa; il margine inferiore o di piede. B) In filatelia, lo spazio, solitamente privo di stampa, che contorna il disegno dei francobolli non dentellati. L'integrità e l'ampiezza dei margini sono elementi essenziali ai fini della determinazione della qualità di questo tipo di francobolli.

2) Fig., piccola porzione in più del necessario che garantisca dagli imprevisti: margine di sicurezza; anche avanzo utilizzabile: margine di guadagno; spazio disponibile per qualche cosa: la realtà lascia poco margine all'immaginazione. Nelle loc.: in margine, relativamente agli aspetti secondari o alle conseguenze indirette di una questione: osservazioni in margine al problema della giustizia; al margine, al limite: al margine dell'onesto; vivere ai margini della società, di chi campa di espedienti, senza avere una posizione sociale e un'attività ben definita. Nel linguaggio sportivo, vincere con largo margine, con un vantaggio notevole.

3) Ant. e lett., come sf., cicatrice.

Geologia

Nell'ambito della tettonica delle placche, vengono individuati due tipi di margini: margini di placca e margini continentali. I primi rappresentano i limiti delle placche litosferiche e, a seconda del regime geodinamico che li caratterizza, possono essere suddivisi in margini divergenti o in accrescimento, lungo i quali si forma nuova crosta oceanica e si ha un regime tettonico distensivo (vedi dorsale), margini convergenti o in consunzione che possono essere di subduzione (margini di tipo Marianne e margini di tipo Alpino-Himalayano e margini di tipo Taiwan), lungo i quali si ha consunzione di crosta e regime tettonico compressivo, e margini conservativi o trasformi, lungo i quali si ha un semplice slittamento di due placche l'una rispetto all'altra senza formazione o consunzione di nuova crosta e con regime tettonico di tipo trascorrente. I margini continentali rappresentano il limite fra la crosta continentale e quella oceanica e possono essere ubicati ai bordi delle placche (per esempio costa occidentale dell'America Meridionale) oppure all'interno della placca stessa (per esempio costa orientale dell'America Settentrionale e Meridionale). Anche in questo caso, a seconda del regime geodinamico che li caratterizza, possiamo distinguere tre tipi fondamentali di margini continentali: i margini continentali passivi (o margini di tipo Atlantico), i margini continentali trasformi e i margini continentali attivi (o margini di tipo Pacifico). I primi sono caratterizzati da assenza di attività sismica e da sedimentazione indisturbata e sono quei margini che circondano i bacini oceanici in distensione, come l'Oceano Atlantico. Lungo il margine continentale passivo si individua il prisma sedimentario, dato dai sedimenti che si originano dal continente e si depositano nella depressione del bacino oceanico. L'origine di un margine continentale passivo è legata all'instaurarsi di un regime tettonico distensivo all'interno di un blocco continentale, regime tettonico che porta in seguito all'individuazione di una vera e propria dorsale oceanica. I margini continentali trasformi, invece, sono caratterizzati da un regime tettonico di tipo trasforme e sono anch'essi localizzati al bordo di bacini oceanici in espansione; in corrispondenza di questo tipo di margini si verifica una sedimentazione, su crosta oceanica, in facies di mare profondo. I margini continentali di tipo Pacifico sono, invece, soggetti, prevalentemente, a sforzi di tipo compressivo e sono tipici di quelle zone in cui si ha una subduzione di tipo B oceano-continente, con la formazione del complesso strutturale del sistema arco-fossa.

Etnologia

Nella terminologia storico-religiosa, riti di margine, pratiche che si compiono durante un rito di passaggio, fase in cui non si è più nella condizione precedente al passaggio e non si è ancora passati nella nuova condizione. Queste pratiche instaurano una condizione di anormalità, di precarietà, di disordine, ecc., dialetticamente contrapposta all'ordine in cui l'oggetto del rito sarà alla fine integrato. Un esempio di riti di margine sono le pratiche di fine d'anno che instaurano una condizione “anormale” in vista della restaurazione dell'ordine con l'avvento dell'anno nuovo.

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