manto (sostantivo)

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sm. [sec. XIV; latino tardo mantus, da mantellum, mantello].

1) Ricca e ampia sopravveste, spesso con strascico, che, appoggiata sulle spalle, ricopre morbidamente l'intera persona. Generalmente confezionato in tessuto pregiato (velluto, damasco), è indossato in occasioni solenni da sovrani, dal pontefice, da grandi dignitari dello Stato: il manto imperiale, papale. Per metonimia, la dignità stessa di cui l'indumento è attribuito: vestire, deporre il manto. Lett., veste in genere.

2) Per estensione, strato che ricopre o cela uniformemente un piano; coltre: il manto della vegetazione; sotto un manto di neve. Fig., protezione: rifugiarsi sotto il manto di Dio; falsa apparenza, finzione: lupi sotto un manto d'agnello.

3) Riferito ad animali o ad apparecchiature tecniche, lo stesso che mantello.

4) Nelle costruzioni, insieme di elementi (per esempio tavole, tegole, ecc.) costituenti la struttura appoggiata sull'orditura portante di un tetto, di una centina, di un'armatura provvisoria (vedi dossale). In particolare, manto stradale, la parte superiore della superficie di una strada, realizzata in terra battuta, macadam, cemento, materiali bituminosi; manto impermeabilizzante, strato costituito da fogli bituminati, da feltri speciali o da asfalto naturale, che serve a proteggere le strutture edilizie da infiltrazioni d'acqua.

5) In araldica, drappo accollato allo scudo, generalmente rosso e foderato di pelliccia, movente dall'elmo o dalla corona e legato superiormente ai lati da due cordoni d'oro.

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