ombrèllo

Indice

sm. [sec. XV; da ombrella].

1) Arnese portatile usato per ripararsi dalla pioggia o dal sole: è essenzialmente formato da un'asta con impugnatura, su cui è applicato un telaio di stecche metalliche, le quali, aprendosi, azionano un pezzo di stoffa che assume la forma di una calotta sferica: aprire, chiudere l'ombrello. In senso fig., ombrello nucleare, la protezione assicurata ai propri alleati da una potenza dotata di armamento nucleare.

2) Nelle costruzioni, volta a ombrello, superficie complessa, resistente per forma; costituita dalla combinazione di quattro settori di paraboloide iperbolico sorretti da un pilastro centrale (vedi volta).

Moda

L'ombrello è documentato anzitutto in Cina – dove già nei sec. XII-XI a. C. assunse forme molto elaborate – come altissima insegna imperiale e lo stesso significato, connesso a quello religioso, ebbe in India e in altre parti dell'Asia orientale e centrale. In Grecia l'ombrello era considerato già dal sec. V a. C. oggetto di lusso, usato soprattutto dalle donne, ma era anche attributo di diverse divinità. Ombrelli sono figurati nel fregio del Partenone e su diversi vasi dipinti con scene nuziali o di gineceo e compaiono anche su pitture e stele etrusche. A Roma l'ombrello (umbraculum) ebbe soprattutto scopo pratico ed è riprodotto su rilievi storici e funerari (Salonicco, Spalato). Nell'antichità classica l'ombrello era già di tipo pieghevole su stecche, oltre che fisso, a forma di cupolino emisferico (raramente di forma piatta) di vario colore, spesso ornato da pendagli e nastri. Nel Medioevo l'ombrello scomparve quasi del tutto dall'uso comune, sostituito da cappucci o cappelli; ma fu largamente usato dalla liturgia cattolica, in cui ancora oggi conserva significato simbolico. Tornò sulla scena della moda nel sec. XV: era grande e pesante, con manico di legno e copertura di cuoio. Sostituito questo dalla fine del Seicento con la seta, si cominciò a fabbricare ombrelli di raffinata eleganza, sempre più leggeri e maneggevoli, con impugnature a volte estrose e perfino di forma insolita (quadrati, a pagoda, ecc.). Nel Sette e Ottocento l'ombrello conobbe periodi di grande diffusione come parasole femminile: di piccole dimensioni e colori tenui, era ornato di pizzi e nastri, mentre l'ombrello da pioggia ebbe sempre dimensioni ragguardevoli (poteva riparare più persone). Oggi l'ombrello ha una funzione prevalentemente pratica; anche se il lato estetico non è trascurato, si mira soprattutto a creare modelli funzionali e poco ingombranti (anche pieghevoli). Per la storia dell'ombrello è di grande interesse il Museo di Gignese (Novara).

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