Lessico

sm. [sec. XIX; da parassita]. La tendenza a vivere o comportarsi da parassita in senso sia sociale sia biologico e la condizione stessa di tale vita.

Biologia: descrizione generale

Il parassitismo è una particolare forma di associazione biologica tra due organismi sia animali sia vegetali, di specie diversa, di cui uno (individuo parassita) trae vantaggio a danno dell'altro (ospite). Più specificamente, l'ospite fornisce sostanze elaborate ed essenziali per il fabbisogno alimentare del parassita, sostanze che quest'ultimo non è capace di sintetizzare. Sebbene di regola il parassitismo procuri qualche danno all'ospite, si ritiene probabile che i parassiti evolvano verso forme sempre meno virulente per i loro ospiti; infatti dal benessere degli ospiti dipendono anche il benessere dei parassiti e la loro possibilità di vivere a lungo e di riprodursi ripetutamente. Questo vale particolarmente per i rapporti fra parassiti e ospiti definitivi. Tuttavia, seppure è prevedibile in linea teorica che il parassitismo possa evolvere verso la simbiosi non parassitaria è anche prevedibile che rapporti di simbiosi non parassitaria possano trasformarsi in rapporti di parassitismo. Non mancano, tuttavia, i casi in cui la menomazione di alcune o molte delle facoltà dell'ospite sia vantaggiosa per il parassita: nella malattia del sonno e nelle varie forme di malaria, per esempio, nelle quali il parassita passa da un individuo ospite all'altro per mezzo di un insetto vettore che si nutre di sangue, è evidentemente utile al parassita provocare nell'ospite uno stato di prostrazione tale da ridurne la sensibilità alla puntura dell'insetto; inoltre, in alcune forme di vermi parassiti (per esempio, i Cestodi) i cui ospiti sono legati da rapporti di predazione, gli stadi adulti sono in genere poco o per nulla dannosi agli ospiti (definitivi), mentre gli stadi larvali possono provocare sindromi gravissime ai rispettivi ospiti (intermedi), debilitandoli e facilitandone la predazione da parte degli ospiti definitivi. Si distinguono un parassitismo facoltativo, in cui la specie parassita può vivere anche indipendentemente dall'ospite; un parassitismo obbligatorio, in cui il parassita dipende strettamente dall'ospite per le proprie necessità trofiche; quest'ultimo a sua volta può essere suddiviso in permanente, quando tutto il ciclo biologico del parassita si svolge a spese dell'ospite, e temporaneo, quando tale ciclo è limitato a un solo stadio di sviluppo. Negli animali si parla inoltre di ectoparassiti o ectozoi, se tali organismi conducono vita parassitaria a contatto della superficie esterna dell'ospite; di questi, alcuni sono ematofagi e a volte contraggono rapporti di parassitismo temporaneo. Sono tali, per esempio, i pidocchi, le pulci, vari acari, le zecche, le sanguisughe, ecc. Altri ectoparassiti si nutrono invece dei prodotti di desquamazione e di secrezione della cute degli ospiti (per esempio, il pidocchio pollino). Gli endoparassiti o entozoi vivono invece all'interno del corpo dell'ospite, nel tubo digerente, nelle cavità interne, in vari organi, nei vasi, ecc., come alcuni Flagellati (per esempio, Trypanosoma), Rizopodi (varie amebe), Sporozoi (per esempio, Plasmodium), Trematodi (per esempio, Fasciola), Cestodi (per esempio, la tenia), Nematodi (per esempio, Ascaris), Acantocefali, ecc.

Biologia: riproduzione e alimentazione

Una vita così peculiare richiede ovviamente da parte dei parassiti adeguate specializzazioni e adattamenti sia morfologici sia funzionali, oltre a profonde modificazioni del ciclo vitale. Infatti, alcuni gruppi di Metazoi hanno sviluppato organi di fissaggio all'ospite, come uncini, rostelli, ventose, fossette adesive; negli entozoi inoltre il tegumento è generalmente così sottile da permettere scambi osmotici con l'ambiente che li circonda. Alcuni di essi (Cestodi) sono privi di un vero apparato digerente e assorbono le sostanze nutritive, elaborate dall'ospite, per via cutanea; anche gli scambi respiratori avvengono attraverso il tegumento; non di rado molti conducono vita in condizioni di anaerobiosi facoltativa. Notevole sviluppo ha sempre l'apparato riproduttore; alcuni gruppi sono ermafroditi sufficienti. Il tasso di riproduzione è altissimo, tale da assicurare al massimo la sopravvivenza della specie e da aumentare la probabilità di entrare in contatto con l'ospite o gli ospiti adatti. Strettissima è, in certi casi, la specificità nei riguardi delle forme animali da parassitare. Il problema della dispersione della specie nel passaggio da un ospite all'altro, in un ambiente esterno sfavorevole, viene risolto spesso mediante cicli biologici complicati con forme particolarmente resistenti. Molti Isopodi e Copepodi marini parassiti, dopo alcuni stadi di vita libera larvale, subiscono notevoli regressioni morfologiche: le femmine fecondate e fissate sul corpo dell'ospite (in genere un pesce) si trasformano in veri e propri sacchetti viventi di uova, con organi di adesione e un piccolo tratto digerente. Talvolta l'ospite, così infestato, subisce un processo di inversione sessuale, con sviluppo di gonadi di sesso contrario a quello primitivo (castrazione parassitaria). Analogo fenomeno di inversione, dovuto a una parassitosi, è la stilopizzazione, che si riscontra per esempio in alcuni Imenotteri, Tisanuri ed Emitteri, infestati dalle larve e dalle femmine larviformi di Strepsitteri. Caratteristica della maggior parte dei parassiti (animali e vegetali) è la complessità del ciclo vitale; esso può compiersi in un solo ospite (caso dei parassiti monosseni); oppure per infestazione successiva di due o più ospiti, sistematicamente anche molto diversi (caso dei parassiti eterosseni, caratteristico per esempio di molte crittogame parassite o “ruggini”). Esistono inoltre organismi vegetali e animali detti iperparassiti, cioè parassiti che attaccano e si sviluppano su esseri a loro volta parassiti; se ne trovano numerosi esempi tra gli insetti. Aspetti particolari del parassitismo sono il parassitismo di cova o del nido, proprio di alcune specie di Uccelli che depongono le proprie uova nei nidi di altri uccelli (per esempio, il cuculo), il parassitismo sociale, relativamente diffuso fra gli Imenotteri sociali, in cui la regina della specie parassita si introduce nel nido di una specie ospite, ne uccide la rispettiva regina e fa allevare le proprie uova dalle operaie ospiti (schiavismo) e la cleptobiosi. Per il comportamento dei parassiti e degli ospiti, che talvolta gioca un ruolo molto importante in alcuni rapporti parassitari, si veda anche mimetismo.

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