rendez-vous

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Lessico

sm. francese (propr., recatevi, impt. di se rendre, recarsi). Convegno, appuntamento. In particolare, in astronautica, rendez-vous orbitale, complesso di manovre che occorre eseguire perché due veicoli spaziali possano giungere a contatto, viaggiando quindi vicini in modo da consentire, per esempio, manovre di attracco. È detto anche appuntamento in orbita.

Astronautica

Considerato che le condizioni di satellizzazione impongono una ben precisa velocità per qualsiasi punto di un'assegnata orbita, a un veicolo orbitale risulta evidentemente impossibile raggiungere un secondo veicolo inserito sulla medesima orbita variando la propria velocità. Infatti, se esso aumentasse la propria velocità si trasferirebbe, inevitabilmente, in un'orbita più elevata; analogamente non gli risulta possibile rallentare fino a farsi raggiungere dal secondo veicolo, perché ogni diminuzione di velocità comporterebbe automaticamente il suo trasferimento a un'orbita più bassa. Il problema del rendez-vous coincide in parte con quello del cambiamento di orbita, dal quale si differenzia per la necessità che i due veicoli impegnati nella manovra in questione, oltre a doversi inserire in una medesima orbita, debbono anche trovarsi nello stesso istante entrambi in un predeterminato punto della medesima. Il rendez-vous orbitale richiede quindi la più elevata precisione nei calcoli relativi alle orbite e agli impulsi di moto, nonché dispositivi molto sofisticati per il controllo dell'orbita, dell'assetto, dell'orientamento e della posizione dei veicoli interessati; data l'assenza di aria, le possibili variazioni di posizione relativa fra i veicoli, quando essi si trovano ormai sulla medesima orbita, sono assai limitate ed estremamente complesse e delicate. I criteri adottati seguono quelli generali della messa in orbita, del cambiamento e correzione orbitali; la scelta del sistema dipende dal tipo di orbita in cui sono stati immessi i veicoli. Gli esperimenti condotti, che hanno ottenuto risultati soddisfacenti, sono stati attuati con veicoli preventivamente posti in orbite circolari non complanari: ammettendo che il veicolo che percorre l'orbita più bassa debba raggiungere quello inserito nell'orbita più alta, si stabilisce con esattezza la posizione spaziale definita dalla retta secondo cui i piani delle due orbite si intersecano. Quando il veicolo inseguitore tocca questo punto deve ricevere una variazione impulsiva di velocità, tale che il suo vettore velocità, restando immutato in modulo, venga a disporsi nel piano dell'orbita del veicolo bersaglio. La velocità del veicolo inseguitore deve poi ricevere un successivo incremento di moto (in modulo), in modo da portarlo a inserirsi in un'orbita ellittica di trasferimento, il cui apogeo deve situarsi sull'orbita del bersaglio. Inoltre esso deve raggiungere questo punto quando per tale punto passa anche il bersaglio. In questo preciso istante, l'inseguitore riceve un ultimo incremento (in modulo) della velocità per cui viene a inserirsi sull'orbita circolare del bersaglio, percorrendola assieme a questo e, logicamente, con identica velocità. Alternativamente, il veicolo inseguitore può venir inserito, nell'istante in cui passa per la linea definita dall'intersezione dei piani delle due orbite, e sempre mediante un incremento impulsivo (in modulo) della sua velocità, in una prima orbita ellittica di trasferimento. Quando l'inseguitore raggiunge l'apogeo della nuova orbita, che passa per il piano dell'orbita del bersaglio, un ulteriore incremento della sua velocità e una variazione della sua direzione gli consentiranno di raggiungere, al successivo apogeo dell'orbita di trasferimento, complanare a quella del bersaglio, l'orbita di quest'ultimo nel medesimo istante in cui il bersaglio vi passa. La manovra di rendez-vous può essere eseguita infine portando l'inseguitore, con una semiellisse di trasferimento complanare con la sua orbita iniziale, sino a un'orbita circolare intermedia. Quando l'inseguitore passa per la posizione definita dalla retta secondo la quale i piani delle orbite dell'inseguitore e del bersaglio si vanno a intersecare, una variazione impulsiva della direzione della velocità lo porta (previo un secondo incremento in modulo della sua velocità) in una seconda traiettoria di trasferimento semiellittica, con cui l'inseguitore raggiunge il bersaglio. Basta quindi un ultimo incremento del modulo della velocità dell'inseguitore affiché entrambi percorrano assieme l'orbita del bersaglio stesso.

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