stìpe

sf. (pl. -i) [sec. XIX; latino stips stipis, offerta votiva]. Secondo gli archeologi, le offerte di vario genere, non solo monetali, dedicate a una divinità che, o perché eccedenti o perché deteriorate, venivano raccolte in fosse votive (greco bóthros, latino favissa) o comunque riunite nei pressi del luogo di culto, della cui esistenza sono spesso l'unica preziosa testimonianza. Questi depositi, documentati sin da età preistorica (caverna di Latronico), sono comuni alle civiltà greca (Sparta, Olimpia, Taranto), etrusco-italica (Veio, Falerii Veteres, Lanuvio, Satricum) e romana (stipe del Lapis Niger nel Foro). Vi compaiono oggetti vari (vasi talora di minime proporzioni, statuette, monili, lucerne, riproduzioni di parti anatomiche) e in qualche caso anche pezzi di fattura eccezionale (pínakes della stipe di Locri; sculture fittili di Ariccia).

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