Matteo Garrone, ritratto di regista

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Esordi e carriera di Matteo Garrone, tra i registi italiani più amati e seguiti della storia cinematografica recente.

Matteo Garrone è uno dei registi italiani più innovativi e intensi della storia cinematografica recente. Tra i suoi lavori migliori c'è la trasposizione cinematografica di Gomorra, che ha ricevuto il Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes, cinque European Film Awards, sette David di Donatello e una nomination ai Golden Globe per il miglior film straniero.

Chi è Matteo Garrone

Matteo Garrone nasce a Roma il 15 ottobre 1968. Figlio del critico teatrale Nico Garrone e della fotografa Donatella Rimoldi, scopre l'amore per il cinema sin da giovane.

L'amore per la pittura e il potere delle immagini

Dopo essersi diplomato al Liceo artistico Ripetta, entra subito nei set come aiuto-operatore. Poi decide di dedicarsi a tempo pieno alla pittura. Infatti, durante la sua permanenza a New York, prende l'abitudine di frequentare assiduamente il MoMA per ammirare le opere lì esposte, cercando di trarne ispirazione.

Gli esordi

Nel 1996 vince il Sacher d'Oro con il cortometraggio Silhouette. L'anno successivo quel lavoro entrerà a far parte del suo primo lungometraggio, Terra di mezzo, un collage di tre storie di immigrazione a Roma in cui i confini tra fiction e documentario tendono a sfumare. Nello stesso anno gira Bienvenido espirito santo, un documentario realizzato con Carlo Cresto-Dina sul pentecostalismo a New York.

I primi film

Nel 1998 gira il documentario Oreste Pipolo, fotografo di matrimoni. Poi lavora a Il caso di forza maggiore, tratto da un racconto di Massimo Bontempelli. Nello sesso anno lavora al suo secondo lungometraggio, Ospiti, presentato anche alla Mostra del Cinema di Venezia. L'immigrazione torna al centro dell'interesse del regista, che la racconta con maggiore realismo, attento all'incertezza in cui vivono i personaggi. In questo secondo lavoro viene a consolidarsi il Metodo Garrone: troupe minima, riprese in ambienti reali, uso della cinepresa a spalla, suono in presa diretta, ingaggio di attori non professionisti. Il cinema di Matteo Garrone si apre così all'improvvisazione, mettendosi al servizio della realtà. Nel 2000 gira Estate romana. Resta lo stile documentaristico, ma si avvicina di più alla commedia. L'ambientazione è quella della Roma sconvolta dai cantieri per il Giubileo. Gli attori sono stati reclutati tra i protagonisti dei teatri underground degli anni Settanta.

L'imbalsamatore

La svolta nella carriera di Matteo Garrone arriva nel 2002, con il film L'imbalsamatore. Il regista romano si aggiudica il David di Donatello per la migliore sceneggiatura, segnando un cambio di rotta nella sua poetica. Cambia anche il budget, che aumenta grazie alla partecipazione di Fandango, con cui stringe un importante sodalizio. Nel 2004 bissa il successo di critica con Primo amore, storia mutuata dalla cronaca nera. Protagonista è un uomo ossessionato dalla magrezza femminile e dal desiderio assoluto sull'essere amato.

Gomorra e il successo

Nel 2008 esce Gomorra, l'adattamento cinematografico del libro-inchiesta di Roberto Saviano. Questo lungometraggio consacra definitivamente Matteo Garrone. Infatti, il film vince il Grand Prix al Festival di Cannes, oltre che riconoscimenti di miglior film, regia, sceneggiatura, fotografie, interpretazione maschile agli European Film Awards e una nomination al Golden Globe.

I film più celebri

Nel corso dei primi anni Duemila, Garrone gira molti film di successo.

Pranzo di Ferragosto (2008)

Nello stesso anno di Gomorra, produce Pranzo di ferragosto, in cuui esordisce il suo sceneggiatore e aiuto-regista Gianni Di Gregorio. Si tratta della storia di Gianni, uomo di mezza età impegnato nell'accudimento della madre vedova. Pian piano alla loro tavola si accodano diverse signore "parcheggiate" dai figli per il 14 agosto. Gianni organizza il pasto e trascorrono giornate molto allegre.

Reality (2012)

Nel 2012 Garrone gira Reality. Con questo film il regista romano vince nuovamente il Grand Prix a Cannes. Si tratta di una commedia grottesca sull'influenza negativa che hanno i reality show sulle persone, arrivando fino alla follia e alla paranoia.

Il racconto dei racconti (2015)

Il racconto dei racconti - Tale of Tales è un film diretto da Matteo Garrone, in cui il regista si misura con attori di livello internazionale, girando in inglese. Il film è l'adattamento cinematografico della raccolta di fiabe Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile, pubblicata postuma tra il 1634 ed il 1636. Il film si aggiudica sette David di Donatello.

Dogman (2018)

Dogman è un lungometraggio ispirato al cosiddetto "delitto del Canaro" compiuto da Pietro De Negri. Garrone lo presenta in concorso al Festival di Cannes 2018, conquistando il Prix d'interprétation masculine per il protagonista, Marcello Fonte. Dogman concorre anche come candidato dell'Italia per l'Oscar al miglior film straniero per il 2019.

Pinocchio (2019)

Matteo Garrone si cimenta anche con un grande classico del cinema italiano: Pinocchio. Convoca sul set anche Roberto Benigni, affidandogli la parte di Geppetto. Il lungometraggio riceve due candidature agli Oscar 2021 per le sezioni Migliori costumi e Miglior trucco.

Stefania Leo

Foto: LaPresse