Vittorio Gassman, 20 anni senza “il Mattatore” della commedia all’italiana

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Un attore monumentale, tra i più grandi del nostro cinema. Vent'anni fa ci lasciava Vittorio Gassman, il Mattatore.

Vittorio Gassman è ritenuto uno dei più grandi interpreti della commedia all’italiana e, più in generale, uno dei migliori e più rappresentativi attori italiani di sempre. Scomparso a Roma il 29 giugno 2000, è stato attivo in campo teatrale, cinematografico e televisivo, anche come regista e sceneggiatore, ottenendo durante la sua lunga carriera numerosi riconoscimenti. È conosciuto come "il Mattatore", dall’omonimo spettacolo televisivo condotto nel 1959.

L’infanzia di Vittorio Gassman

Figlio dell’ingegnere civile tedesco Heinrich Gassmann e della pisana Luisa Ambron, nasce a Genova il 1° settembre 1922. Durante l’infanzia vive per due anni a Palmi, in Calabria, dove il padre è impegnato nella costruzione del quartiere oggi noto come Ferrobeton, per poi trasferirsi a Roma.

Dal liceo all’Accademia nazionale d’arte drammatica

Nella Capitale ottiene la maturità classica al Liceo Torquato Tasso e frequenta l’Accademia nazionale d'arte drammatica. Oltre alla passione per la recitazione, negli stessi anni coltiva quella per lo sport, arrivando a far parte della nazionale universitaria di pallacanestro e a giocare la finale scudetto con la Mussolini Parioli Roma nel 1942 (persa contro la Reyer Venezia).

Il debutto a teatro e l’incontro con Visconti

Nel 1943 debutta a teatro a Milano, ne La nemica di Dario Niccodemi, nella compagnia di Alda Borelli. Negli anni della gavetta si divide tra il capoluogo lombardo e Roma, dove al Teatro Eliseo recita a fianco di Tino Carraro ed Ernesto Calindri, vivendo successivamente le sue prime esperienze nelle regie teatrali di Luchino Visconti, con il quale interpreta una serie di ruoli classici (Shakespeare, Ibsen, Williams) che ne consolidano definitivamente la fama nazionale. Nel 1947 fonda con Iva Maltagliati la ‘Compagnia Maltagliati – Gassman’.

I film più famosi di Vittorio Gassman

Anche la carriera cinematografica di Vittorio Gassman è costellata di grandissimi successi. Tra i suoi film più famosi ci sono Riso amaro, La grande guerra, Il sorpasso, I soliti ignoti, C'eravamo tanto amati, I mostri e Profumo di donna.

I primi film di Vittorio Gassman e il successo di Riso amaro

Vittorio Gassman debutta al cinema nel 1946 in Preludio d'amore. Successivamente recita in Daniele Cortis, ottenendo poi il grande successo con Riso amaro (1949), pellicola di Giuseppe De Santis, considerata uno dei capolavori del neorealismo. Sul finire degli anni Cinquanta consolida lo status di star grazie a I soliti ignoti (1958) e La grande guerra (1959) di Mario Monicelli.

Tra teatro e televisione: nasce “il Mattatore”

Negli anni dell’affermazione come attore cinematografico Gassman non abbandona il teatro. Anzi, lo porta addirittura in televisione: nel 1959 è protagonista de Il Mattatore, programma in dieci puntate trasmesso dalla Rai che ottiene un successo inaspettato. Da questo momento in poi "il Mattatore" diventa il suo soprannome.

Gli anni Sessanta, tra Monicelli e Dino Risi

Il Mattatore è anche il titolo del film che interpreta nel 1960 diretto da Dino Risi, regista con cui negli anni Sessanta dà vita a un fortunato sodalizio, come dimostrano i film Il sorpasso (1962), La marcia su Roma (1962), I mostri (1963), Il gaucho (1963), Il tigre (1967) e Il profeta (1968). Nello stesso periodo Gassman si rivela un ottimo interprete di ruoli comici, come dimostra il dittico L’armata Brancaleone (1966) e Brancaleone alle crociate (1970), in cui viene diretto da Mario Monicelli.

Vittorio Gassman e Ettore Scola

Un altro regista con cui Gassman ha collaborato più volte è Ettore Scola. Il loro sodalizio è iniziato nel 1964 con Se permettete parliamo di donne ed è proseguito fino al 1998 con La cena (penultimo film in cui ‘il Mattatore’ ha recitato). In mezzo, La congiuntura (1965), L'arcidiavolo (1966), C’eravamo tanto amati (1974), La terrazza (1980) e La famiglia (1987).

I personaggi (e le battute) cult di Vittorio Gassman

Tra i personaggi più famosi di Vittorio Gassman c’è Peppe ‘er Pantera’, interpretato ne I soliti ignoti (e nel seguito Audace colpo dei soliti ignoti): «Se uno di voi ha una sigaretta e non me la offre, che venga un colpo ai suoi genitori... [silenzio]... Tutti orfani, eh?». Impossibile non citare poi Bruno Cortona, alla guida della Lancia Aurelia ne Il sorpasso, uno degli affreschi cinematografici più rappresentativi dell’Italia del miracolo economico: «Il ciclismo è uno sport antiestetico, ingrossa le cosce... meglio il biliardo». Così come il cavalier Brancaleone da Norcia, protagonista di rocambolesche avventure nel Medioevo: «All'erta, miei prodi! Vi siete finora coperti di merda! Copritevi oggi di gloria!».

I figli e le mogli di Vittorio Gassman

Vittorio Gassman si è sposato tre volte. Dal primo matrimonio con Nora Ricci (1944-1952) è nata Paola, diventata attrice, mentre dal secondo con Shelley Winters (1952-1954) ha avuto la seconda figlia Vittoria. La terza moglie di Gassman, dal 1970 fino al momento della morte, è stata Diletta D’Andrea, con cui ha avuto Jacopo. Alessandro Gassman è invece nato dalla relazione con Juliette Mayniel.

Curiosità su Vittorio Gassman

Nato Vittorio Gassmann, ‘il Mattatore’ ha cambiato all’anagrafe il proprio cognome, togliendo la ‘enne’ finale. Curiosamente, il figlio Alessandro ha deciso di fare il contrario, tornando nel 2011 al cognome del nonno Heinrich. 

C’è chi sostiene fosse affetto da sindrome bipolare, ma non ci sono conferme. Sicuro invece che soffrisse di depressione: lui stesso ha raccontato più volte la sua lotta contro i ‘demoni interni’.

Tante le battute pronunciate da Gassman durante la lunghissima carriera. Quella migliore, però, l’ha probabilmente riservata alla sua tomba, presso il Cimitero del Verano, dove si può leggere l’epitaffio: «Attore. Non fu mai impallato».

Matteo Innocenti