L'ellenismo

Il nuovo clima intellettuale

A partire dalla fine del V secolo a.C. e molto più nel IV secolo a.C., la comunicazione orale iniziò a perdere importanza. Il pubblico non era costituito unicamente dagli aristocratici dei ceti più abbienti, ma anche da quella numerosa e composita classe di cittadini – di etnie differenti – che aspiravano a conoscere e a formarsi in diverse discipline. Cominciò, in questo periodo, a diffondersi il libro che diventò da mezzo per la semplice conservazione di un'opera lo strumento privilegiato per la fruizione delle opere letterarie. Il passaggio dalla cultura orale alla cultura scritta si concluse definitivamente nel corso dell'età ellenistica, durante la quale si affermarono anche una nuova idea di letteratura e di opera letteraria che si avvicina molto più a quella moderna che all'ideale diffuso nella Grecia arcaica e classica. Di conseguenza, furono fissati dei nuovi canoni compositivi per la poesia e Callimaco, caposcuola di questo nuovo programma poetico, all'inizio del III sec. a.C. li descrisse quasi in maniera sistematica. Il poeta doctus scrive solo “per coloro che amano l'armonioso frinire della cicala” (Callimaco) – non più per i cittadini della polis – ed il suo canto non vuole più avere nessuna funzione morale ed educativa. Nasce una nuova idea di arte (un'“arte per l'arte” ante litteram) secondo la quale i contenuti ed il fine etico si separano dall'ideale estetico perseguito.

La Biblioteca di Alessandria e i suoi studiosi

Gli intellettuali dell'età ellenistica concepiscono la poesia come il risultato di un fine lavoro di studio della produzione precedente, di erudizione (come vuole Callimaco quando afferma: “Non canto nulla che non sia attestato”) e di perfezionamento stilistico; l'opera poetica è quindi strettamente legata all'analisi filologica. Presso la Biblioteca e il Museo alessandrini del III sec a.C. nasce la filologia, disciplina in cui rientravano competenze che andavano ben oltre la critica testuale. Il primo a volersi denominare “filologo”, infatti, fu Eratostene di Cirene, celebre dotto alessandrino, ma non un letterato in senso stretto, che si occupò di geografia astronomica e di medicina, di filosofia e di cronologia storica. Altri studiosi della Biblioteca di Alessandria si dedicarono in maniera più esclusiva all'interpretazione dei testi e giunsero a redigere un catalogo delle opere del passato contribuendo alla nascita di quella che oggi viene chiamata “critica letteraria”.