Niccolò Machiavelli e Francesco Guicciardini

In sintesi

Niccolò MachiavelliNato a Firenze (1469-1527), fu uomo politico e diplomatico. Sue opere principali sono: Il Principe (1513-14), Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio (1515-17), i dialoghi De re militari (1521) e la Vita di Castruccio Castracani (1520). È autore anche della commedia La mandragola (1518).
Il pensiero politicoIl fulcro dell'attività politica è costituito dalla ricerca di ciò che è utile per l'insieme dello Stato (che coincide con l'utile del principe e dell'insieme dei sudditi) e il terreno d'indagine della politica è la "verità effettuale della cosa" e non "la immaginazione di essa". La formazione e la conservazione dello Stato è il vero centro del pensiero machiavelliano, che fonda la politica come scienza autonoma, capace di affrontare razionalmente i casi della "fortuna" e di fornire i "fini" di "mezzi" adeguati e coerenti.
Francesco GuicciardiniFrancesco Guicciardini (1483-1540) fu uomo politico protagonista negli anni delle guerre fra Spagna e Francia. Tra le opere principali, i Ricordi, il cui tema è la politica: l'uomo politico deve possedere "il buon occhio del saggio" per esercitare la "discrezione", cioè la capacità di comprendere e sapersi orientare in mezzo alle infinite e concrete variazioni che si propongono, e per perseguire il "particulare", cioè l'onore e la dignità in un'epoca di crisi priva di alte finalità collettive.
La "Storia d'Italia"Nella Storia d'Italia (dal 1492 al 1534), dalle vicende storiche Guicciardini ricava la convinzione che non è più possibile ragionare in termini campanilistici, in quanto le cause della rovina di ogni singolo stato italiano derivano dalla crisi di tutto il sistema politico. Così dallo studio del passato nasce una riflessione politica proiettata nel futuro: l'identità storico-culturale d'Italia ha bisogno di realizzarsi in un organismo unitario, che egli pensa di tipo federale.