Il barocco e Giambattista Marino

Introduzione

Nel Seicento entra in crisi il modello culturale umanistico-rinascimentale. La teoria copernicana mina la certezza di un universo centrato sulla Terra (e quindi sull'uomo) e introduce l'idea di uno spazio infinito. L'epoca sanguinosa delle guerre di religione irrigidisce una concezione della religione fondata sull'identità e sull'appartenenza, sulla difesa dell'ortodossia contro ogni tentazione di libera ricerca. Si fa strada un diffuso senso di inquietudine e di smarrimento, di precarietà delle cose umane, si dilatano gli orizzonti immaginativi, ma entrano in crisi i valori classici di compostezza, equilibrio e armonia. In campo artistico questa crisi trova espressione nel barocco, che esprime una poetica dello stupore centrata sul bizzarro, sulla sproporzione, sul virtuosismo e l'illusionismo tecnico. Il barocco letterario trova in Italia il suo poeta più significativo in Giambattista Marino: il suo Adone è l'esempio più coraggioso dell'esaltazione della fantasia poetica della ricerca di un nuovo modello lirico aperto a un moderno virtuosismo espressivo.