Giacomo Leopardi

I giudizi su Leopardi

Leopardi non fu compreso dai suoi contemporanei, fatte poche eccezioni (P. Giordani, V. Gioberti, C. Tenca), per la sua dissonanza sia dai classicisti, sia dai romantici. In seguito venne esaltato (F. De Sanctis, B. Croce) soprattutto come grande poeta lirico, il "poeta degli idilli". Nel primo ventennio del Novecento si affermò una predilezione per il Leopardi prosatore, mentre nel periodo della "poesia pura" e dell'ermetismo sono stati esplorati, da prospettive e con metodi diversi, i valori musicali ed evocativi della sua scrittura poetica (G. De Robertis e G. Ungaretti). Contemporaneamente venne valorizzata la componente laica e progressista del pensiero di Leopardi. Più recentemente si è insistito su Leopardi filosofo: sul suo nichilismo, mettendolo in collegamento con le correnti irrazionalistiche e del pensiero "negativo" dell'Occidente, da Schopenhauer a Nietzsche e a Benjamin, i quali, tra l'altro, hanno scritto pagine significative su Leopardi.