Giacomo Leopardi

In sintesi

La vitaPrecoce, autodidatta, poeta e filologo, vive prevalentemente nella natia Recanati, afflitto da gravi problemi di salute. Compie brevi soggiorni a Roma, Milano, Firenze, Pisa e Bologna e infine si trasferisce a Napoli, dove muore.
FilosofiaLa realtà è "solido nulla"; il nulla-materia provoca dolore; la natura è la materializzazione dell'enigma del nulla. Non c'è posto per filosofie spiritualistiche e ottimistiche.
Opere in prosaLo Zibaldone, sterminato laboratorio introspettivo annotato tra il 1817 e il 1832, e le Operette morali, un capolavoro di ironia e ricerca filosofica.
Opere poeticheI Canti, pubblicati in due edizioni nel 1831 e 1835, più una postuma del 1845, che contengono il primo nucleo delle nove canzoni (tra cui: Ad Angelo Mai; Nozze della sorella Paolina; A un vincitore nel pallone; Bruto minore; Ultimo canto di Saffo) del 1818-22 e dei cinque piccoli idilli (capolavori assoluti: L'infinito; Alla luna) del 1819-21; i "grandi idilli" (Il risorgimento; A Silvia; Il passero solitario; Le ricordanze; La quiete dopo la tempesta; Il sabato del villaggio; Il canto notturno del pastore errante dell'Asia), composti intorno al 1828-29; il cosiddetto "ciclo di Aspasia" (Il pensiero dominante, Consalvo, Amore e Morte, A se stesso, Aspasia), composti fra il 1832 e il 1835; infine Il tramonto della luna e il canto corale della Ginestra.
PoeticaAl centro della poesia è il dolore umano e l'unica risposta possibile: dire la verità a se stessi. La letteratura è un'esperienza di struggente rammemorazione, polemica con gli ottimisti e alla ricerca di una consolazione filosofica.