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Àppia, via-

asse stradale con caratteristiche monumentali, che fin dalle origini ebbe notevole importanza: metteva in comunicazione Roma con l'Italia meridionale, la Sicilia, l'Africa e, attraverso Brindisi, con tutta l'Asia. Il primo tratto, iniziato nel 312 a. C. dal censore Appio Claudio Cieco, arrivava fino a Capua. Nel 268 a. C. la cosiddetta regina viarum venne prolungata fino a Benevento e, intorno al 190 a. C., fino a Venosa. Non si conoscono dati sulla costruzione dell'ultimo tratto (Venosa-Taranto e Taranto-Brindisi): si sa tuttavia che sotto Traiano esso subì alcune modifiche mediante la variante di un secondo percorso, che divergeva a Benevento, raggiungendo Brindisi attraverso Troia, Canosa e Bari. Secondo l'uso romano, l'importante strada (lastricata con pietre poligone ben congiunte e larga abbastanza per lasciar passare due carri) era fiancheggiata da monumenti sepolcrali, specie nel primo tratto laziale (oggi comunemente noto come Appia Antica), di cui famose sono le tombe degli Scipioni e di Cecilia Metella. Questa zona monumentale fu destinata nel 1965 (con decreto di approvazione del nuovo piano regolatore di Roma) a parco pubblico per tutelarne i valori dallo sfruttamento edilizio.

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Via Appia.