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ìppica

sf. [sec. XX; da ippico]. Complesso delle gare che si disputano con i cavalli e che comprendono l'equitazione e le gare ippiche. Queste ultime sono competizioni sportive che consistono in corse di velocità al galoppo (in piano o con ostacoli) e al trotto, dotate di premi. Si svolgono negli ippodromi e vi vengono ammessi cavalli tra i 2 e i 10 anni se maschi, tra i 2 e i 7 se femmine. Si può scommettere sull'esito delle varie corse con il totalizzatore e gli allibratori. Le corse al galoppo in piano si svolgono su distanze la cui lunghezza variasecondo il tipo di corsa e l'età dei cavalli (comunque non sono inferiori ai 1000 m e agli 800 m per i cavalli di due anni). I cavalli, durante la loro carriera, entrano a far parte di tre diversi gruppi classificatori, per evitare che nelle corse ci sia eccessiva disparità di forze. Del primo gruppo fanno parte i cavalli di prima categoria, ammessi ai derby e alle grandi classiche; il secondo gruppo è per i cavalli di seconda categoria che possono partecipare ai grandi handicap e alle semiclassiche; il terzo gruppo comprende i cavalli delle corse svolte per la vendita dei soggetti nuovi allevati e degli handicap minori. L'appartenenza a un gruppo piuttosto che a un altro viene decisa in base ai risultati nelle gare per i galoppatori e rispetto ai tempi tenuti per i trottatori. Durante ciascuna corsa, alla partenza i cavalli si sistemano generalmente in una serie di gabbie scoperte e affiancate che si aprono contemporaneamente al segnale di partenza. Per l'arrivo i distacchi vengono indicati in lunghezza (del cavallo), incollatura, testa, muso e in caso di dubbio i giudici ricorrono alla foto. I fantini non devono superare i 52 kg e vengono pesati assieme alla sella e ai finimenti 20 minuti prima della partenza e i primi classificati anche subito dopo l'arrivo. Le corse al galoppo si svolgono con andatura libera, generalmente su pista; quelle a ostacoli (che sono costituiti da siepi o da idonee barriere di qualsiasi natura) si svolgono su pista, in campagna, o parte su pista e parte fuori pista. Nelle corse al trotto i cavalli procedono ad andatura controllata (trotto) trascinando un carrozzino (sulky) su cui prende posto il guidatore. Per mantenere l'andatura occorre che il cavallo sia bene addestrato e dotato altresì di finimenti che rendano più difficile la rottura (passaggio dal trotto al galoppo). A differenza del galoppo, cui sono ammessi solo i purosangue, nel trotto gareggiano cavalli prodotti da purosangue e da fattrici ordinarie. Nelle gare si copre generalmente una distanza che va dai 1000 e 2000 m, è previsto l'handicap e la partenza avviene generalmente sulla scia dell'autostarter. In Italia l'attività delle corse ippiche è controllata dall'Unione Italiana Incremento Razze Equine (UNIRE), costituita nel 1932. § Le più antiche corse ippiche di cui si ha notizia si svolsero in Grecia e poi a Roma soprattutto con le gare tra cocchi. Maggiore popolarità tali corse acquistarono durante il periodo bizantino. Il loro interesse decadde completamente con la fine dell'Impero Romano e solo a partire dal sec. XIV si ebbero nuovamente competizioni di un certo rilievo sotto forma di palii e giostre. Le prime corse ippiche nel senso moderno si svolsero in Inghilterra all'inizio del sec. XVII; nel 1671 fu costruito a Newmarket il primo vero ippodromo (a Lincoln funzionava però già dal 1617 una pista regolare e cintata). Nel 1750 venne fondato il Jockey Club che provvide a disciplinare le manifestazioni. Sulla falsariga del modello inglese l'ippica si sviluppò in Francia dove le prime gare regolari iniziarono a svolgersi nel 1683, mentre in Italia la prima vera riunione si ebbe a Napoli nel 1837. Il galoppo oltre che in queste nazioni ebbe in seguito molto sviluppo anche in Polonia, Cecoslovacchia e Ungheria, oltre che in America e in Australia. Il trotto è una specialità più recente: le prime gare si svolsero nel sec. XIX in Italia e in Francia; si diffuse poi in Russia, in Germania e negli Stati Uniti, dove è diventato uno degli sport nazionali.

Bibliografia

L. A. Calabrini, Storia delle corse dei cavalli in Italia, Roma, 1955; G. Degli Albizi, Storia del Derby Italiano, Roma, 1959; P. Arnault, Les courses des chevaux, Parigi, 1962: Autori Vari, Enciclopedia dello sport, IV vol., Roma, 1964; E. Harley, Il libro completo del cavallo, 1992.

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