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Achmadulina, Bella (Izabella) Achatovna

poetessa russa (Mosca 1937-2010). Esponente di punta insieme al poeta E. Evtušenko, suo primo marito, della generazione dei letterati post-staliniani, si mise in luce con La corda (1962), raccolta di poesie dall'impianto metrico tradizionale ma profondamente innovative dal punto di vista fonico e per la creazione di immagini originali. Nelle raccolte successive (tra cui Lezioni di musica, 1969; Tenerezza, 1971; Versi, 1975; La candela, 1977; Il Segreto, Nuovi versi, 1983; Il giardino, 1987; Le poesie, 1988; Lo scrigno e la chiave, 1994; La scogliera, 1995; Suono premonitore, 1995; Contemplando una sfera di vetro, 1997), la Achmadulina approfondisce la ricerca sulla “sostanza fonica” della poesia dotata del magico potere di ricreare la realtà e progressivamente abbandona le ingenuità preziosistiche delle prime opere, concentrandosi sui temi, cari alla tradizione poetica russa, dell'amore e del destino del poeta nella società contemporanea. Appassionatamente legata al mitico e colorato mondo del Sud del Paese con la sua natura, la sua lingua, la sua luce, la Achmadulina gli dedicò un libro di prose e racconti (Sogni sulla Georgia, 1979).

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