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Ames, Adelbert jr.

psicologo statunitense (Lowell, Massachusetts, 1880-Hanover, New Hampshire, 1955). Lavorò a Hanover dal 1932 al Department Eye Institute e quindi dal 1947 allo Hanover Institute. Eccezionale sperimentalista, le sue “dimostrazioni” furono alla base del transazionalismo della scuola di Princeton. Egli si interessò di percezione visiva, e particolarmente dei problemi legati ai rapporti tra grandezza e distanza, realizzando una serie di situazioni sperimentali in cui gli stimoli che venivano presentati ai soggetti erano in contrasto con l'esperienza passata di questi, tentando così di dimostrare l'importanza che la percezione passata poteva avere sulla percezione attuale.

Camera distorta di Ames. È uno dei più noti esperimenti dello psicologo: si tratta di una piccola camera con il pavimento, il soffitto e la parete di fondo trapezoidali . Sulla parete di fondo sono aperte due finestre. L'osservatore vede la camera con un solo occhio attraverso una fessura aperta sulla parete anteriore. Il dato più interessante è costituito dal fatto che la proiezione della camera sull'occhio dell'osservatore è identica a quella di una camera perfettamente rettangolare., e ciò per le proporzioni con cui è stata costruita. Ora, l'osservatore percepisce non una camera distorta, bensì quella rettangolare. Tale effetto è talmente coercitivo che se due persone si affacciano alle due finestre di fondo, appariranno di dimensioni diverse, e precisamente la persona più lontana (si ricordi che la camera è trapezoidale, quindi le due finestre saranno a differente distanza dall'osservatore) apparirà più piccola e la più vicina più grande. Questo in quanto l'immagine proiettata dalla più lontana sull'occhio dell'osservatore è più piccola; in condizioni diverse interverrebbe la costanza di grandezza che farebbe apparire le due persone uguali, ma qui ciò non è possibile in quanto entrambe sono percepite alla stessa distanza. Si osservi inoltre che l'effetto scompare se le pareti della stanza vengono esplorate attraverso una diversa modalità sensoriale (per esempio, toccandole con un bastone). In questo caso, però, dopo che l'osservatore si è reso conto anche visivamente che la camera è distorta, percepirà come distorta anche una camera obiettivamente rettangolare. Secondo Ames, tutti questi fenomeni sono interpretabili alla luce della nostra esperienza passata di stanze rettangolari (il discorso di Ames si accosta abbastanza al concetto di inferenza inconscia di Helmholtz). Secondo altri autori questa spiegazione è insufficiente, in quanto non si capisce perché l'esperienza passata agisca sulla percezione della camera e non su quella della figura umana. Il fenomeno viene invece spiegato dal fatto che la camera è l'ambiente nel quale sono percepiti gli oggetti e quindi assume la funzione di schema di riferimento primario e come tale appare regolare e stabile, mentre le altre figure secondarie si adattano a esso.

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