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Amici, Giovanni Battista

Biografia

Fisico, astronomo e naturalista italiano (Modena 1786-Firenze 1863). Professore di matematica a Modena dal 1815 al 1825 e dal 1831 astronomo al Museo di fisica e storia naturale di Firenze, è noto soprattutto per scoperte e ricerche in campo ottico. Mise a punto microscopi acromatici molto perfezionati (introducendo il sistema ottico noto con il nome di menischi di Amici) e ne aumentò la potenza inventando l'obbiettivo a immersione omogenea (1847). Fu ideatore di numerosi altri strumenti ottici tra cui il prisma che porta il suo nome. Servendosi dei propri microscopi, fece importanti studi sulla riproduzione delle piante e sulla patologia vegetale. In istologia descrisse, nelle fibre muscolari, le strie a cui ha legato il suo nome. Compì inoltre numerose osservazioni astronomiche (in gran parte rimaste inedite) studiando le stelle doppie e i satelliti di Giove.

Prisma di Amici

Sotto questo nome sono conosciuti due diversi prismi: uno detto prisma a visione diretta di Amici e l'altro detto prisma ribaltatore di Amici . primo è costituito da tre prismi uniti, due di vetro crown e uno di vetro flint; se si fa incidere sul prisma un fascio di luce policromatica, le sue tre parti provocano la dispersione di tutte le componenti monocromatiche a eccezione di una che non viene deviata rispetto alla direzione del fascio entrante. Oltre che negli spettroscopi a visione diretta è usato in rifrattometri di largo uso industriale in cui è progettato in modo che la radiazione non deviata sia la riga D del sodio; tutte le altre vengono schermate con un diaframma ed eliminate. In questo modo lo strumento può funzionare in luce bianca mentre le misure di indice di rifrazione vengono riferite alla riga D del sodio. secondo, utilizzato per raddrizzare immagini fornite capovolte da uno strumento ottico, è un prisma a riflessione totale che ha come sezione un triangolo isoscele, spesso rettangolo; la base del prisma è argentata o alluminata esternamente, in modo da funzionare come uno specchio, impedendo così la propagazione della luce attraverso di essa, anche nel caso in cui l'angolo di incidenza sia inferiore all'angolo limite. Due raggi A´ e B´ emergenti dal prisma, corrispondenti a due raggi A e B incidenti parallelamente alla base, a diversa distanza da essa, sono ancora paralleli alla base, ma la loro posizione relativa è invertita.

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