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Arbus, Diane

fotografa statunitense (New York 1923-1971). Dopo gli esordi nel campo della moda e la collaborazione con riviste come Harper’s Bazaar ed Esquire, acquistò popolarità alla fine degli anni Cinquanta, quando su consiglio di L. Model, sua insegnante, cominciò a trattare temi di interesse sociale ritraendo emarginati e gente di strada in uno stile freddamente provocatorio destinato a fare scuola. Nel 1967 espose i risultati del suo lavoro al Museum of Modern Art newyorkese in occasione della mostra New Documents, cui partecipò anche L. Friedlander. I progetti successivi, The American Experience (1963) e American Rites, Manners and Customs (1964), vennero finanziati dalla Fondazione Guggenheim. Diane Arbus, il volume che rappresenta un compendio della sua opera, fu pubblicato nel 1972, un anno dopo il suo suicidio. Dai ritratti qui riuniti emerge una visione raggelante dell'essere umano nelle sottoculture urbane: il senso di disperazione ed estraneità è accentuato dall'alto contrasto e dall'uso del flash montato direttamente sulla macchina fotografica, che produce un effetto crudo, annulla la profondità e dà un risalto quasi ossessivo ai particolari. La drammaticità della condizione umana non emerge solo dai primi piani di reietti, diversi, minorati mentali, ma anche dalle inquadrature dedicate agli esponenti della media borghesia, che con le loro pose rigide tradiscono il pesante condizionamento subito dalla società.

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