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Armstrong, David Malet

filosofo australiano (Melbourne 1926). Professore emerito dell'Università di Sydney, è uno dei principali esponenti del “materialismo australiano”: una corrente di ricerca che tende a valutare le teorie della mente in relazione al grado di compatibilità che esse hanno con l'idea che gli esseri umani non siano altro che sistemi di tipo fisico-chimico. Il suo lavoro più rilevante si intitola, appunto, A Materialist Theory of the Mind (1968); ma già in lavori precedenti Armstrong aveva sostenuto che la percezione e la rappresentazione del mondo consistono nell'acquisizione di credenze sullo stato fisico del proprio organismo e su quello dell'ambiente circostante. Come molti materialisti contemporanei che si occupano di teorie della mente, Armstrong riconosce un debito formativo nei confronti di G. Ryle, della cui concezione egli intende tuttavia superare alcuni dei punti più deboli. In particolare, Armstrong ritiene che gli stati mentali occorrono come stati interni (mentre nel comportamentismo logico di Ryle l'occorrenza di stati interni verrebbe negata, essendo ammesse al massimo certe “disposizioni” ad agire); anzi, gli stati mentali hanno per Armstrong un potere effettivo nel causare le azioni. Temi connessi vengono affrontati in opere quali The Nature of Mind and Other Essays (1981), What is a law of nature? (1983), Consciousness and Causality: a Debate on the Nature of Mind (con N. Malcom, 1984), Universals (1989), A World of States of Affairs (1997), The Mind-Body Problem (1999).

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